Paliotto d'altare del Corpus Domini

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Melchiorre Suez e argentiere fiammingo, attivi intorno al 1599

Tipologia:

Scultura

Tecnica e misure:

Argento sbalzato e fuso, 105 x 285 x 25 cm


Dentro le nicchie sono raffigurati i quattro evangelisti, negli ovali i martiri: San Giovanni Battista, San Lorenzo e San Sebastiano. La data e il nome dell'autore si leggono sul paliotto in basso a destra: "Melchior Suez Ann. Dom. MDIC": l’artista per l’occasione venne incaricato di riutilizzare le quattro statue degli evangelisti che erano state eseguite nel 1568 ad Anversa al momento di una diversa concezione dell’arca processionale del Corpus Domini.

Croce reliquario, detta degli Zaccaria

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Orefice bizantino, XIII secolo

Tipologia:

Reliquiario

Tecnica e misure:

Argento dorato, perle, smeraldi, zaffiri, granati, rubini, agata corniola, pietre non preziose, cristallo di rocca, 67,1 x 41 x 1 cm


La faccia anteriore è costituita da una lamina d'oro, decorata con pietre preziose, al cui centro sono conservati frammenti di legno che la tradizione attribuisce a parti della Croce di Cristo; sul retro sono immagini a sbalzo a mezzo busto – in basso San Giovanni Evangelista, al centro la Vergine, ai lati gli arcangeli Gabriele e Michele, in alto Cristo Pantocratore – e una scritta in greco che informa del fatto che questa croce venne commissionata nel IX secolo da Barda, fratello dell’imperatrice madre d'Oriente Teodolinda, che ne fece dono alla basilica di San Giovanni Evangelista di Efeso, e che Isacco, vescovo di Efeso tra 1260 e il 1283, la fece rifare nella foggia con la quale ci è pervenuta, trasformandola in stauroteca, vale a dire in reliquiario della Vera Croce. Depredata dai Turchi nel 1308, l'anno successivo riuscì ad appropriarsene la famiglia genovese Zaccaria, i cui ultimi rappresentanti nel XIV secolo ne fecero dono alla Cattedrale di Genova e in seguito venne usata nella cerimonia di benedizione del doge il giorno dell'elezione. Viene attualmente esposta in Cattedrale il Venerdì Santo.

 

Ultimi prestiti

Genova, Palazzo Ducale
da 04/12/1999 a 28/05/2000
per la mostra El Siglo de los Genoveses e una lunga storia di Arte e Splendori nel Palazzo dei Dogi”

Argenteria del Sette, Otto e Novecento

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Argenteria del Sette, Otto e Novecento

 Calici, ostensori, croci, anelli e altri oggetti di fattura non solo genovese, molti dei quali donati al Tesoro da pontefici (Pio IX, Leone XIII, Benedetto XV) e cardinali.

Cassa processionale delle ceneri di San Giovanni Battista

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Cassa processionale delle ceneri di San Giovanni Battista

Tecnica e misure:

Argento

Argentieri attivi a Genova, metà XVI sec. - inizi XVII sec.,

Teramo Danieli - Simone Caldera, 1438-1445,

La cassa nasce quale monumentale supporto per portare in processione le ceneri di San Giovanni Battista, patrono di Genova, in occasione della sua festa (24 giugno), rito che si perpetua ancora oggi. Tali reliquie, conservate in cattedrale dentro l'altare della cappella del Santo, sono state recuperate dai genovesi dalla città di Mira nel 1098, al tempo della Prima crociata. La cassa venne commissionata dai Priori della Cappella del Battista e realizzata tra il 1438 e il 1445 dal ligure Teramo Danieli, al quale si attribuisce il disegno complessivo, cui subentrò il ligure Simone Caldera, in precedenza attivo a Siena data la sua cultura artistica di livello internazionale. La forma della cassa ripropone quella di una cattedrale in miniatura, sormontata da guglie e pinnacoli fittamente decorati. Ai quattro angoli due evangelisti: San Giovanni e San Matteo e due santi protettori della città: San Giorgio e San Lorenzo. Nella parte centrale è narrata la storia del Precursore nei dieci episodi più salienti, dall’annuncio della sua nascita alla sepoltura dopo il martirio.

 

manifesto inaugurale monumento di quarto

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Titolo dell'opera:

Manifesto per la commemorazione della partenza dei Mille

Acquisizione:

Plinio Nomellini - donazione

Autore:

Plinio, Nomellini

Tipologia:

disegno

Epoca:

1915 - 1915 - XX

Inventario:

200

Misure:

Unità di misura: cm; Altezza: 200; Larghezza: 130

Tecnica:

acquarello-carta-cartone

Descrizione:

Siamo nel marzo 1915 quando il Comune di Genova affida a Plinio Nomellini l’incarico di realizzare il manifesto per l’inaugurazione del Monumento ai Mille, che avrebbe avuto luogo a Quarto il successivo 5 maggio con la partecipazione di Gabriele D’Annunzio. Il manifesto sarà replicato in duemila esemplari da affiggere a Genova e nei comuni limitrofi. Il Museo conserva il bozzetto originale in tempera su carta.
Il risultato è non solo un’opera grafica celebrativa, ma un potente strumento di comunicazione politica e culturale. La sua funzione va ben oltre la semplice promozione di un evento: esso si inserisce in un momento cruciale della storia italiana, a pochi giorni dall’ingresso del Paese nella Prima guerra mondiale (24 maggio 1915), e riflette il clima di fervore patriottico e interventista che permeava l’opinione pubblica. Poster commemorativo della partenza dei Mille che raffigura un fanciullo in primo piano mentre sventola una bandiera rossa, dietro di lui sulla sinistra i volontari armati sono riconoscibili dalle camicie rosse.

Petrus Henricus Theodor Tetar van Elven "La partenza dei Mille"

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Titolo dell'opera:

Spedizione dei Mille

Acquisizione:

Petrus Henricus Theodor Tetar van Elven 1889 Genova - acquisto

Autore:

Tetar van Elven, Petrus Henricus Theodor

Tipologia:

dipinto

Epoca:

1889 - 1889 - XIX

Inventario:

39

Misure:

Unità di misura: cm; Altezza: 96; Larghezza: 179

Tecnica:

olio su tela

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Descrizione:

La minuziosa cura dei particolare fa presumere da parte dell'artista una ricognizione dal vero dei luoghi e una attenta ricerca di documenti e testimonianze, anche iconografiche, che gli hanno consentito di restituire la fisionomia dei principali protagonisti stretti attorno a Garibaldi, la figura del quale è fatta risaltare nella luce incerta dell'alba grazie alla luce provocata dall'accensione della pipa da parte di un patriota. Il dipinto è una fedele ricostruzione della partenza di Garibaldi e dei volontari dallo scoglio di Quarto il 5 maggio 1860.

La liguria nel 1814

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Felice Guascone (Genova, 1775-1830)

Tipologia:

Dipinto, Olio su tela

Tecnica e misure:

Olio su tela

E' allegoricamente rappresentata la perduta indipendenza della Liguria
Area tematica: Genova durante la Restaurazione

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