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Donna con edera
Legato Frugone Genova - legato
Lega, Silvestro
dipinto
1885 - 1887 - XIX
GAM1576
Unità di misura: cm; Diametro: 41.5
olio su tavola
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Donna con edera
Legato Frugone Genova - legato
Lega, Silvestro
dipinto
1885 - 1887 - XIX
GAM1576
Unità di misura: cm; Diametro: 41.5
olio su tavola
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Vegetazione ligure a Riomaggiore
Luigi Frugone 1953 Genova - legato
Signorini, Telemaco
dipinto
1892 - 1899 - XIX
GAM 1577
Unità di misura: cm; Altezza: 58; Larghezza: 90
olio su tela
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Pattuglia di cavalleggeri
Legato Frugone 1928 Genova - legato
Fattori, Giovanni
dipinto
1885 - 1889 - XIX
GAM1536
Unità di misura: cm; Altezza: 42.4; Larghezza: 62.5
olio su tela
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Buoi in riva all'Arno
Lazzaro G.B. Frugone 1935 Genova - legato
Fattori, Giovanni
dipinto
1870 - 1875 - XIX
GPB 766
Unità di misura: cm; Altezza: 105; Larghezza: 44
olio su tela
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Giacomo Grosso (Cambiano, 1860 - Torino, 1938)
olio su cartone, cm 49x65
L’opera, datata 1905, conferma le indubbie qualità di ritrattista di Giacomo Grosso, pittore assai richiesto dalla borghesia del tempo.
La felice resa del soggetto, una giovane e bella donna dallo sguardo assorto e pervaso da una sottile e struggente vena malinconica, è ottenuta attraverso una pennellata soda e felicemente costruttiva, più definita nella descrizione del volto, sommaria e abbreviata nell’abito e nella spumosità della pelliccia, secondo una prassi riscontrabile in altre sue opere coeve.
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Pietro Canonica (Moncalieri, 1869 - Roma, 1959)
bronzo, cm 26
La scultura raffigura una giovane monaca, raccolta, accasciata su se stessa, a rappresentare l’isolamento dal mondo, determinato dal voto. Secondo alcuni critici il soggetto si può ricondurre alle influenze che la "Storia di una capinera" del Verga ebbe nell’arte italiana e, soprattutto, su quella piemontese.
Il bronzo delle Raccolte Frugone, datato "Torino 1898" e punzonato "Alberto Vienes Buenos Aires", e’ una replica dell’opera di Canonica in galvanoplastica e ferro, presentata per la prima volta al Circolo degli Artisti di Torino nel 1889 e poi acquistata dalla Galleria d’Arte Moderna della stessa città, dov’è tuttora collocata.
Dell’opera sono note numerose repliche di dimensioni diverse. Un marmo a grandezza naturale fu esposto al Salon di Parigi nel 1893, premiato con medaglia d’oro e passato alla galleria Goupil. Il gesso preparatorio è conservato nel Museo Canonica di Roma insieme ad una replica in bronzo e al particolare del busto in marmo; un altro bronzo e’ conservato nel Museo dell’ex Convento di San Francesco a Savigliano, mentre nel Museo della storia della Religione e dell’ateismo di San Pietroburgo si conserva un esemplare in marmo, con varianti minime, probabilmente eseguito nel 1911 in occasione della mostra personale.
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Edoardo Rubino (Torino, 1871-1954)
marmo, cm 220x54x86
L’opera venne esposta nel 1938 in occasione della mostra tenutasi a Genova a Palazzo Bianco, dedicata alle collezioni dei fratelli Frugone e nello stesso anno venne prestata alla X Mostra Sindacale Fascista di Belle Arti a Torino.
Ormai lontano dal Liberty e dalle esperienze bistolfiane che avevano caratterizzato le sue opere di fine secolo, Rubino recupera un soggetto tipico della scultura legata al Simbolismo internazionale, a Rodin in particolare, traducendolo nel potente modellato di questo nudo compatto e levigato dai volumi torniti.
La scultura, firmata e datata 1934, prima di essere trasferita a Villa Grimaldi, sede delle Raccolte Frugone dal 21 marzo 1993, figurava nella sala 3 della Galleria d’Arte Moderna. Il gesso preparatorio, legato dall’autore nel 1955, è conservato presso la Civica Galleria d’Arte Moderna di Torino.
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Busto femminile. L’Alpe
Bistolfi, Leonardo
1899 - 1906
GAM 1608
Unità di misura: UNR; Misure mancanti: MNR
marmo, cm 51
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Gli Amanti
Luigi Frugone
Segantini, Giovanni
disegno
XIX - 1896 - 1899
GAM 1562
Unità di misura: cm; Altezza: 180; Larghezza: 130
carboncino su tela
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Alberto Pasini (Busseto, 1826 - Cavoretto, 1899)
olio su tela, cm 28x37
Esposto alla mostra individuale dell’artista organizzata dalla Biennale di Venezia nel 1909, insieme a Porta di Moschea a Brussa e a Porta rossa in Anatolia della collezione di Lazzaro G. B., il dipinto, datato 1869, si inserisce nella serie di studi realizzati dall’artista a Costantinopoli tra il 1867 e il 1869.
Raffigura infatti alcuni velieri battenti bandiera turca ripresi sullo stretto del Bosforo e riportati sulla tela con una tecnica più sintetica rispetto a quella minuziosa di altri studi realizzati dal pittore. Le imbarcazioni, il loro riflesso sull’acqua, il movimentato incrocio degli alberi, dei tiranti delle vele raccolte e delle scale di corda, creano una visione animata che si staglia contro lo sfondo della città, riassunta nel suo profilo, e il chiarore del cielo.
Elemento principale è la luce che sembra sfaldare il colore e accenderlo nei particolari delle rosse bandiere turche mosse dal vento.

Sede:
Comune di Genova - Palazzo Tursi
Via Garibaldi 9 - 16124 Genova
C.F. / P.iva 00856930102