Foto di Lei niho palaoa

Clicca qui per visualizzare l'immagine

Titolo dell'opera:

Collana con pendente

Acquisizione:

Enrico Alberto D'Albertis 1932

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Collana con pendente

Tipologia:

collana

Epoca:

XIX - 1851 - 1900

Inventario:

C.D.A.1038

Misure:

Tipo di misura: lunghezza; Unità di misura: cm; Valore: 20; Tipo di misura: lunghezza; Unità di misura: cm; Valore: 10

Provenienza (nazione):

Hawaii

Tecnica e misure:

Denti di capodoglio (Physeter macrocepahalus), capelli

Utilizzo:

Riconoscimento dello status sociale. Tradizionalmente veniva indossata da uomini e donne di rango superiore, anche se nel XIX secolo fu utilizzata anche da individui di status inferiore. Fu usata anche come oggetto di scambio con visitatori americani ed europei. Cerimonie/vita quotidiana (?)

Torna al Focus:
Descrizione:

Collana costituita da un pendente centrale in avorio a forma di gancio, stilizzazione della testa di una divinità con mento, bocca e lingua come centri simbolici di vitalità e forza spirituale. Il ciondolo è sostenuto da due matasse di sottili capelli umani intrecciati. All'estremità delle matasse sono cucite due fettucce di cotone marrone scuro per la chiusura. Indossato esclusivamente dai capi di rango superiore di entrambi i sessi come secondo più importante simbolo di potere dopo il mantello di piume. I materiali con cui è confezionato indicano il suo carattere sacro: nel Pacifico Orientale la testa era considerata le parte più sacra del corpo umano perché si riteneva che la forza spirituale fosse concentrata principalmente in essa e nei capelli. Quando un capo moriva i suoi capelli venivano tagliati e usati per confezionare oggetti come questo ornamento. Il capodoglio non veniva cacciato ma quando una carcassa si arenava sulle scogliere diventava proprietà del capo di rango maggiore; una volta rinvenuta i denti venivano rimossi e utilizzati. In questo tipo di ornamento il dente veniva modellato a forma di lingua, forse a indicare che chi lo portava parlava con autorità.

Foto di No’oanga

Clicca qui per visualizzare l'immagine

Titolo dell'opera:

Sedile

Acquisizione:

E.A. d'Albertis 1932

Autore/ Manifattura/ Epoca:

No’oanga

Tipologia:

suppellettile

Epoca:

XIX 1851 1900

Inventario:

C.D.A.1106

Provenienza (nazione):

Isole Cook

Tecnica:

Modellato in un unico pezzo di tamanu, albero il cui legno non è soggetto a processo di marcescenza grazie alla resina di cui è impregnato.

Utilizzo:

Simbolica Questo tipo di sedile aveva un valore più simbolico che utilitario. Cerimonie

Torna al Focus:
Descrizione:

Quattro gambe antropomorfe sorreggono il piano d'appoggio concavo di forma rettangolare.

Foto di Ascia

Clicca qui per visualizzare l'immagine

Titolo dell'opera:

Ascia rituale

Acquisizione:

Enrico A. D'Albertis 1932

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Mangaïa, Isole Cook, seconda metà del XIX secolo

Tipologia:

ascia

Epoca:

XIX - 1891 - 1900

Inventario:

C.D.A.1096

Misure:

Tipo di misura: altezzaxlarghezzaxspessore; Unità di misura: cm; Valore: 41x17x9

Provenienza (nazione):

Isole Cook

Tecnica e misure:

Fibra di cocco

Utilizzo:

Insegna simbolica di rango. La lama di basalto era usata manualmente per uccidere le vittime sacrificali del dio Rongo. Le asce rituali erano considerate un simbolo di divinità e atte a captare e conservare il potere dei nemici uccisi e delle divinità stesse. A fine Ottocento vennero realizzate a fini di lucro. Cerimonie.

Torna al Focus:
Descrizione:

Ascia rituale che rappresenta "Tane Mata Ariki" ("Tane dal viso regale"), dio degli artigiani che secondo la tradizione ha insegnato agli abitanti di Mangaia come fabbricare le asce. Il manico in legno di forma svasata, con base a sezione quadrangolare e parte inferiore cava, è fittamente inciso e traforato con motivi geometrici a clessidra, a stella e a "K". La lama in pietra di basalto nero è di forma rettangolare, con il taglio sul lato minore ei lati maggiori smussati. La lama è fissata a un incavo del manico interamente avvolto con fibra vegetale di cocco, intrecciata a formare una decorazione. Le asce rituali non funzionali, con la superficie completamente incisa con motivi geometrici e naturalistici, sono specifiche dell’isola di Mangaia. Prima dei contatti con gli europei, le asce di questo tipo erano dotate di manico cilindrico e usate come insegne di rango. Cadute in disuso, le lame di basalto vennero recuperate e nel XIX secolo venne introdotta la forma a piedistallo per soddisfare le esigenze commerciali. Il XIX secolo costituisce per le isole Cook una sorta di età dell’oro della scultura. Ispirati dalle forme e dai motivi tradizionali e aiutati dagli strumenti metallici, gli scultori produssero grandi quantità di oggetti per soddisfare le richieste degli equipaggi di baleniere.

Foto di Wunda

Clicca qui per visualizzare l'immagine

Titolo dell'opera:

Scudo

Acquisizione:

Enrico A. d'Albertis 1912

Ambito culturale:

provenienza

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Wunda

Tipologia:

accessorio per la guerra

Epoca:

XIX 1891 1900

Inventario:

C.D.A. 383

Misure:

Unità di misura: cm
Tipo di misura: altezza
Valore: 75.5

Provenienza (nazione):

Australia

Tecnica:

Lo scudo, tipico di quest'area, veniva intagliato da un legno dolce leggero ed era decorato con motivi lineari incisi, enfatizzati dall'applicazione di ocra e pigmenti.

Utilizzo:

Difensiva Guerra

Torna al Focus:
Descrizione:

Sottile scudo di forma ovale allungata. La faccia esterna è convessa e decorata a intaglio da motivi lineari dipinti con argilla chiara e ocra: nelle parti inferiore e superiore le scanalature sono verticali, nella parte centrale è presente una fascia diagonale con scanalature orizzontali. Il lato interno, decorato a intaglio con motivi lineari e ricoperto da ocra rossa, presenta un'impugnatura a taglio, ricavata dallo stesso legno.

Foto di Scudo

Clicca qui per visualizzare l'immagine

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Scudo

Tecnica e misure:

Legno, pigmenti naturali

Torna al Focus:

Oltre che come arma difensiva per parare i colpi di boomerang o di lancia, può svolgere anche funzioni rituali.
Queensland

Foto di Mazza

Clicca qui per visualizzare l'immagine

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Mazza

Tecnica e misure:

Legno

Torna al Focus:

Viene usata nella caccia e nella pesca o per finire gli animali feriti dal boomerang.
Australia sud-orientale

Foto di Woomera

Clicca qui per visualizzare l'immagine

Titolo dell'opera:

Propulsore

Acquisizione:

D'Albertis Enrico Alberto 1932

Ambito culturale:

inventario museale

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Woomera

Tipologia:

accessorio per la caccia e la guerra

Epoca:

XIX 1891 1900

Inventario:

C.D.A.1225

Provenienza (nazione):

Australia

Tecnica:

L'arma veniva intagliata una semplice tavoletta di legno sulla cui estremità, terminante con un uncino o una scanalatura, si appoggiava l'arma da scagliare.

Utilizzo:

Accessorio per armi da getto Vi si appoggia l'arma da scagliare e fornisce all'arma stessa una potenza supplementare che moltiplica la forza, la gittata e la precisione. Guerra/caccia

Torna al Focus:
Descrizione:

Strumento costituito da una tavoletta lignea di forma lanceolata, con una faccia piana e l'altra leggermente convessa. A un'estremità è fissato, tramite una pallina di resina, un uncino di legno come appoggio per l'arma da scagliare. L'altra estremità termina con una lama di selce ritoccata, fissata allo strumento con resina.

Foto di Boomerang

Clicca qui per visualizzare l'immagine

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Boomerang

Tecnica e misure:

Legno

Torna al Focus:

Non è presente in modo uniforme su tutto il continente australiano, e secondo le varie aree o i gruppi tribali le forme e i materiali variano, così come i nomi che lo definiscono. Infatti boomerang è stato assunto
in etnografia come termine standard.
Può svolgere molteplici funzioni tra le quali anche un ruolo rituale nelle cerimonie o essere usato come strumento da percussione.
Regione del Murray River, Australia sud-orientale

Foto di Boomerang (a traiettoria di non ritorno)

Clicca qui per visualizzare l'immagine

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Boomerang (a traiettoria di non ritorno)

Tecnica e misure:

Legno

Il boomerang di non ritorno, è impiegato come arma nell’attività venatoria e nei combattimenti.
Viene scagliato dal lanciatore in posizione flessa o inginocchiata. La portata del lancio varia notevolmente a seconda di diversi fattori tra i quali: peso, conformazione, azione del vento, destrezza e forza del lanciatore. Può raggiungere anche i 200 metri.
Regione del Murray River, Australia sud-orientale

Foto di Boomerang (a traiettoria di ritorno)

Clicca qui per visualizzare l'immagine

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Boomerang (a traiettoria di ritorno)

Tecnica e misure:

Legno

Torna al Focus:

Il boomerang a traiettoria di ritorno – il solo autentico boomerang in senso proprio - deve essere fabbricato seguendo alcune modalità uniformi tra le quali una curvatura al centro di circa 135°, smussata o lievemente saliente dal lato convesso.Viene usato come passatempo.
Lanciato con destrezza, inizia a ruotare vorticosamente su se stesso salendo in aria nel piano verticale di lancio, quindi s’inclina lateralmente fino a raggiungere gradatamente la posizione orizzontale. Può descrivere una serie di cerchi fino alla traiettoria discendente che lo deposita nei pressi del lanciatore. La gittata, fino a 100 m circa, è più corta rispetto a quella del boomerang di non ritorno, perché parte della forza viva di propulsione serve per la traiettoria di ritorno.
Regione del Murray River, Australia sud-orientale

Iscriviti a