Ke’a tuki popoi / 2

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Titolo dell'opera:

Pestello

Acquisizione:

E. A. D'Albertis 1932

Ambito culturale:

documentazione

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Ke’a tuki popoi / 2

Tipologia:

utensile di uso domestico

Epoca:

XIX 1851 1900

Inventario:

C.D.A.1037

Provenienza (nazione):

Hawaii

Tecnica:

Anticamente la pietra veniva lavorata a percussione e levigata su rocce o con sabbia.

Utilizzo:

Usato per la preparazione dell'impasto del "popoi", cibo quotidiano costituito dal "mei", il frutto dell’albero del pane (Artocarpus altilis). Dopo la cottura il "mei", frutto dell'albero del pane (Artocarpus altilis), veniva pelato e grattugiato con schegge di conchiglia o di pietra. Gli uomini, seduti per terra all'estremità di un'asse di legno lievemente concava che avevano precedentemente inumidito con acqua, schiacciavano il "mei" con colpi brevi e veloci del pestello. Successivamente l'impasto veniva mescolato ad acqua o latte di cocco. Vita quotidiana

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Descrizione:

Pestello di forma pseudo conica con l'estremità superiore scolpita a formare un pomo. La parte inferiore è larga e concava.

Ike

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Ike

Tecnica e misure:

Legno

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Mazzuolo per kahu, stoffa vegetale fabbricata dalle donne. Le incisioni e i rilievi sulle superfici dei mazzuoli variano in funzione delle diverse fasi della manifattura.
Isole Marchesi

Ke’a tuki popoi

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Ke’a tuki popoi

Tecnica e misure:

Pietra vulcanica

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L’impasto per il popoi viene battuto a lungo con il pestello su una spessa tavola di legno, hoana, lievemente concava, per ammorbidirlo.
Isole Marchesi

Ornamento

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Ornamento

Tecnica e misure:

Conchiglie, fibre vegetali

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Polinesia orientale

lei ‘olepe

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

lei ‘olepe

Tecnica e misure:

Conchiglie: Chlamys sp.

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Collana di conchiglie bivalvi: era usata anche come nastro da cappello.
Hawaii

lei - collana / 3

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Titolo dell'opera:

Collana

Acquisizione:

D'Albertis Enrico Alberto 1932

Autore/ Manifattura/ Epoca:

lei - collana / 3

Tipologia:

monile

Epoca:

XIX 1851 1900

Inventario:

C.D.A.3262

Provenienza (nazione):

Hawaii

Tecnica:

Le conchiglie venivano raccolte dalle donne, in gruppo o da sole, sulla riva, lavate, asciugate e suddivise per specie o dimensioni. Una giornata veniva dedicata alla foratura che a seconda delle dimensioni della conchiglia veniva effettuata con attrezzi diversi

Utilizzo:

Ornamentale Vita quotidiana

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Descrizione:

Collana costituita da raggruppamenti di sei conchiglie legate l'una all'altra, attraverso il foro praticato in prossimità dell'apertura, con un cordoncino di cotone. Ogni raggruppamento di conchiglie, di colore bianco/grigio e crema, forma una sorta di corolla ed è infilato nel cordoncino di sostegno della collana.

lei - collana / 2

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

lei - collana / 2

Tecnica e misure:

Conchiglie, fibre vegetali di Touchardia latifolia (olona)

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Hawaii

lei - collana

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

lei - collana

Tecnica e misure:

Conchiglie, fibre vegetali

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Hawaii

lei - collana / lei po’o - lei per testa

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

lei - collana / lei po’o - lei per testa

Tecnica e misure:

Conchiglie: Orobophana sp., fibre vegetali

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Fatto di piccole conchiglie poteva essere utilizzato anche come diadema (lei po’o).
Sulla base del materiale utilizzato si distinguono i lei non deperibili fatti con piume, osso, capelli, denti, conchiglie e quelli deperibili fatti con fiori, foglie e piccoli frutti.
La concezione di questo tipo di ornamento è polinesiana, ma è nelle Hawaii che ha raggiunto maggiore qualità di espressione: i materiali erano selezionati per la bellezza, il colore, il simbolismo, il valore terapeutico, la fragranza. Dopo la scoperta di queste isole furono introdotti nuovi materiali tra i quali: vetro, ceramica, pietre semipreziose, che furono incorporati nella fabbricazione delle collane. Con il turismo la produzione è diventata un’attività economica di rilievo: oggi, accanto alle collane tradizionali si trovano quelle fatte con seta, carta, monete correnti negli Stati Uniti, plastica, nastri.
Hawaii

Lei niho palaoa

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Titolo dell'opera:

Collana con pendente

Acquisizione:

Enrico Alberto D'Albertis 1932

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Collana con pendente

Tipologia:

collana

Epoca:

XIX - 1851 - 1900

Inventario:

C.D.A.1038

Misure:

Tipo di misura: lunghezza; Unità di misura: cm; Valore: 20; Tipo di misura: lunghezza; Unità di misura: cm; Valore: 10

Provenienza (nazione):

Hawaii

Tecnica e misure:

Denti di capodoglio (Physeter macrocepahalus), capelli

Utilizzo:

Riconoscimento dello status sociale. Tradizionalmente veniva indossata da uomini e donne di rango superiore, anche se nel XIX secolo fu utilizzata anche da individui di status inferiore. Fu usata anche come oggetto di scambio con visitatori americani ed europei. Cerimonie/vita quotidiana (?)

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Descrizione:

Collana costituita da un pendente centrale in avorio a forma di gancio, stilizzazione della testa di una divinità con mento, bocca e lingua come centri simbolici di vitalità e forza spirituale. Il ciondolo è sostenuto da due matasse di sottili capelli umani intrecciati. All'estremità delle matasse sono cucite due fettucce di cotone marrone scuro per la chiusura. Indossato esclusivamente dai capi di rango superiore di entrambi i sessi come secondo più importante simbolo di potere dopo il mantello di piume. I materiali con cui è confezionato indicano il suo carattere sacro: nel Pacifico Orientale la testa era considerata le parte più sacra del corpo umano perché si riteneva che la forza spirituale fosse concentrata principalmente in essa e nei capelli. Quando un capo moriva i suoi capelli venivano tagliati e usati per confezionare oggetti come questo ornamento. Il capodoglio non veniva cacciato ma quando una carcassa si arenava sulle scogliere diventava proprietà del capo di rango maggiore; una volta rinvenuta i denti venivano rimossi e utilizzati. In questo tipo di ornamento il dente veniva modellato a forma di lingua, forse a indicare che chi lo portava parlava con autorità.

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