Foto di Piupiu

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Piupiu

Tecnica e misure:

Fibre vegetali: Phormium tenax (harakeke)

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Indumento formato da strisce di foglie lavorate di harakeke, detto impropriamente "lino"; ne derivano nastri segmentati che pendono liberamente e seguono il movimento del corpo in una oscillazione che è appunto il significato del termine maori piupiu.
Viene indossato nelle sue varianti, da uomini, donne e bambini. Oggi si tende a sostituire il "lino" con lana e plastica.
In occasione di danze, al piupiu si accompagna una coppia di poi – piccole sfere di harakeke (Phormium tenax) – tenuta tra le dita dai danzatori e mossa ritmicamente.

Foto di Para - cappa da pioggia

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Titolo dell'opera:

Cappa da pioggia

Acquisizione:

E.A.D'Albertis 1932

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Para - cappa da pioggia

Tipologia:

abbigliamento

Epoca:

XIX 1851 1900

Inventario:

C.D.A.480

Misure:

Unità di misura: cm
Tipo di misura: altezzaxlunghezza
Valore: 87x100

Provenienza (nazione):

Nuova Zelanda

Tecnica:

La copertura è composta da strisce di foglie di "harakeke”, una pianta impropriamente chiamata lino, di ti kouka e di kieke.

Utilizzo:

Protezione dalla pioggia Posta sulle spalle Pioggia

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Descrizione:

Cappa costituita da un lato da ciuffi di fibra vegetale chiara e scura fissati ad un cinturino di fibra vegetale intrecciata, dall'altro lato da ciuffi di fibra vegetale nera fissati ad un cordino di fibra vegetale intrecciata. Le due parti sono unite alle estremità da un legaccio e da una chiusura ad anello in fibra vegetale intrecciata.

Foto di Elemento decorativo di casa

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Elemento decorativo di casa

Tecnica e misure:

Legno dipinto, madreperla (Haliotis sp.)

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La figura ancestrale in altorilievo serviva a visualizzare e ricordare le linee di discendenza, che svolgevano un ruolo cruciale nel regolare i diritti di accesso alle terre e alle risorse. Probabilmente fabbricato per uso commerciale con i bianchi.

Foto di Patu wahaika / 2

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Patu wahaika / 2

Tecnica e misure:

Legno, madreperla

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La wahaika è un tipo distinto di patu portato quotidianamente alla cintura. Letteralmente il termine significa: "bocca di pesce". Il fendente veniva inferto con il bordo convesso della lama.

Foto di Patu wahaika

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Patu wahaika

Tecnica e misure:

Legno

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La figura del lato interno rappresenta uno spirito di origine mitologica collegato alla potenza spirituale, mana, dell’arma, che  aumentava in modo proporzionale ai successi nei combattimenti. Questi tipi di arma erano tramandati di generazione in generazione come cimeli di famiglia.

Foto di Patu kotiate

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Patu kotiate

Tecnica e misure:

Legno, madreperla

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Ogni tipo di patu era modellato e proporzionato alla presa del possessore e aveva un nome proprio.

Foto di

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Taiaha

Tecnica e misure:

Legno

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Mazza da guerra usata generalmente nel corpo a corpo; viene impugnata con il corpo offensivo, di forma oblunga e appiattita, verso l’alto, mentre la parte scolpita, che presenta sempre la protrusione della lingua, è rivolta verso terra.
Foto di

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Patu meremere

Tecnica e misure:

Legno

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Esperti nel combattimento corpo a corpo, i maori hanno ideato una grande varietà di mazze corte – denominate in modo generale patu - atte a sferrare colpi improvvisi e potenti dall’alto verso il basso.
Secondo la forma e il materiale usato sono definite con un nome specifico.
Foto di Heru - pettine

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Heru - pettine

Tecnica e misure:

Legno, fibre vegetali

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Utilizzato come ornamento da uomini di alto rango che acconciavano i loro lunghi capelli in un nodo detto putiki. Poteva essere fatto di osso o di legno.

Foto di Taihu - Polena di imbarcazione da guerra

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Titolo dell'opera:

Polena d'imbarcazione da guerra

Acquisizione:

D'Albertis Enrico Alberto 1932

Ambito culturale:

analisi stilistica

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Taihu - Polena di imbarcazione da guerra

Tipologia:

mezzi di trasporto/ornamentale

Epoca:

XIX 1851 1900

Inventario:

C.D.A. 462

Provenienza (nazione):

Nuova Zelanda

Tecnica:

La prua veniva intagliata nel legno con scalpello di basalto o di giada e martello di legno.

Utilizzo:

Simbolica Spedizione di guerra

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Descrizione:

Parte terminale di prua di canoa costituita da un fregio traforato a spirale le cui volute, legate tra loro da listelli corti a sezione esagonale, derivano dalle foglie della felce e simboleggiano il sopraggiungere sulla terra della luce e della conoscenza. Il fregio decorativo poggia su una figura antropomorfa stilizzata che si protende verso l'esterno a guisa di polena. La figura, chiamata "tiki", è realizzata con occhi a mandorla, naso con narici forate e bocca aperta, mostra la lingua e indossa un copricapo bilobato. Ai suoi lati sono presenti due appendici parzialmente asportate, probabilmente gli arti superiori, che si estendevano all'indietro fino al termine della spirale. Sotto la testa umana si sviluppa una fascia intagliata a traforo che segue la forma curva della prua e del corpo della polena. La base posta sotto di essa non appartiene alla scultura maori. La moltiplicazione di motivi curvilinei, di spirali, e la copertura totale delle superfici con decorazioni a traforo o incise è specifica della produzione maori, in particolare quella lignea. Per un lungo periodo l’arte maori è stata descritta rintracciando solo i caratteri del suo aspetto esteriore. In tempi abbastanza recenti la pubblicazione di opere di studiosi maori ha permesso letture e approfondimenti che aprono a una complessità di simboli plastici inseriti in sistemi sociali, politici e religiosi che devono essere compresi nella loro globalità.

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