Foto di Maternità, 1934

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Raffaello Consortini (Volterra, 1908-2000)

Tecnica e misure:

Gesso

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Alla mostra dei Prelittoriali interprovinciali di Pisa del 1935, i temi a cui dovevano ispirarsi gli scultori erano la maternità e un soggetto di carattere sportivo. Raffaello Consortini, membro del Nucleo universitario fascista (NUF) di Volterra, presentò Maternità e Torso di atleta o Busto di lottatore. Insieme agli altri volterrani Mino Rosi e Raffaello Michelotti, venne ammesso ai Littorali della Cultura e dell’Arte che si tennero a Roma, presso il palazzo della Facoltà di Lettere. Maternità si aggiudicò il secondo premio.
La scultura si ispira e dà voce alla retorica della famiglia e dell’incremento demografico cara al regime fascista.

Foto di Stipo, 1899

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Carlo Bugatti (Milano, 1856 - Molsheim, 1940)

Tecnica e misure:

Noce con intarsi in legni e metalli diversi, rame sbalzato, pergamena

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Il gusto per l’esotismo impostosi a metà Ottocento, che presentava un’immagine favolosa e pittoresca dell’Oriente appositamente costruita per il pubblico occidentale, si impose dapprima nelle arti figurative per poi passare anche alle arti decorative: negli ultimi anni del secolo si diffonde, soprattutto fra la nuova borghesia in ascesa, la moda di proporre nei propri palazzi arredi in stile moresco.
Carlo Bugatti, artista geniale e straordinariamente creativo, elaborò uno stile nuovo e personalissimo, contrassegnato da una spiccata originalità. Nei suoi mobili il gusto moresco si intreccia con motivi grafici derivati dal giapponismo allora in voga e con reminiscenze di culture del passato.
Lo stipo della Wolfsoniana testimonia inoltre l’attenzione che l’artista ebbe per l’uso di materiali diversi e spesso poco usati nei mobili (rame, ottone, pergamena, seta), sempre lavorati con uno straordinario virtuosismo tecnico.

Foto di Sedia per casa Sarfatti, 1933

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Marcello Piacentini (Roma, 1881-1960)

Foto di La fabbrica, 1901

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Galileo Chini (Firenze, 1873-1956)

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Foto di Il grande nocchiere, 1939

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Titolo dell'opera:

Il grande nocchiere

Autore:

Michahelles, Ernesto

Epoca:

1939 - 1939

Inventario:

GD1993.7.1

Misure:

Unità di misura: cm; Altezza: 161; Larghezza: 98,5

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Descrizione:

Esposto alla III Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma del 1939, il dipinto presenta un ritratto stilizzato di Mussolini che riprende nel volto, senza particolari modifiche, l’effigie della sua scultura "Dux – Sintesi plastica in acciaio" che, realizzata dieci anni prima e presentata alla Biennale di Venezia del 1930 e alla Mostra di arte italiana a Berlino del 1937, aveva ricevuto grandi apprezzamenti dallo stesso Duce. Nel dipinto il dittatore è raffigurato come una sorta di moderno robot: un impavido e invincibile timoniere che guida la patria verso la vittoria e spezza le catene delle sanzioni che vorrebbero imbrigliarla. I tre aerei in volo richiamano i grandi successi ottenuti dall’aviazione italiana in occasione delle celebri trasvolate atlantiche compiute dalla flottiglia di idrovolanti capitanata da Italo Balbo. Le trincee stanno a indicare le origini del Fascismo, i cui germi ideologici si erano sviluppati nel sacrificio dei militi impegnati sui fronti della Grande Guerra. Olio su tela raffigurante una figura umanoide dall'apparenza metallica mentre impugna con entrambe le mani un timone. In basso sono dipinte una catena spezzata e parte del continente europeo e africano. Sulla destra tre aerei in volo richiamano l'attenzione verso la trincea dipinta sulla parte superiore dell'opera.

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