Orso delle Caverne

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Paleolitico

Tipologia:

Reperto

Tecnica e misure:

Scheletro di ossa di Ursus Spelaeus, esemplari diversi

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Descrizione:

L'orso delle caverne che si può ammirare nella prima sala del museo è stato ricostruito con le ossa trovate nella caverna del Pastore a Toirano, Savona, risalenti al Paleolitico (100.000 anni fa circa); molti altri esemplari sono documentati nelle vetrine e provengono da varie grotte della Liguria come ad esempio la grotta delle Fate, Savona. L’orso delle caverne era più alto rispetto all’attuale orso bruno e sulle zampe posteriori poteva raggiungere anche i 3,5 metri di altezza. Aveva lunghi denti e artigli affilati. Si è estinto in Europa con la fine delle glaciazioni e in Italia è stato trovato soprattutto in Liguria, in Veneto e Trentino Alto Adige.

Questi animali si rifugiavano durante il letargo nelle grotte dove alcuni individui potevano morire o essere cacciati dai Neanderthal che frequentavano le medesime grotte e vi hanno lasciato i loro attrezzi in pietra. La caccia agli orsi delle caverne procurava una grande quantità di carne, ma anche pellicce, tendini e grasso: le ossa degli orsi trovati alla Grotta Fumane in provincia di Verona mostrano i segni lasciati dagli strumenti in pietra durante la macellazione dell’animale ad opera dei Neanderthal.

Nelle grotte di Toirano si possono ancora oggi vedere i resti di orso oltre a impronte e graffi.

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Carro

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Ferro da stiro

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Pentolone

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Utensili

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Carlo Braccesco, affresco, "Ultima Cena"

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Carlo Braccesco, detto da Milano

Tipologia:

Decorazione ad affresco

Tecnica e misure:

Affresco strappato e disposto su tavole di legno, 593 x 325 cm

 

Il milanese Carlo Braccesco realizza nel complesso conventuale di Santa Maria della Pace, andato poi distrutto, questa Ultima Cena che importa a Genova le novità strepitose del Cenacolo leonardesco, terminato nel 1497.
Questo affresco, quindi, rappresenta uno dei primi riflessi di quell’opera fuori Milano, trattata, però, non con mero intento riproduttivo, ma con lo stile e l’altissima qualità di pittura dell’artista milanese, una figura di primissimo piano emersa all’attenzione degli studiosi solo nel corso del Novecento.

 

 

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Pier Francesco Sacchi (Pavia, 1485 - Genova, 1528)

Come caratteristico di questo pittore, che fu uno dei maggiori nella Genova del primo quarto del Cinquecento, dall’opera traspaiono elementi lombardi e fiamminghi, ad esempio nel panorama ampio, ma trattato con minuta attenzione. Ma Sacchi era anche a conoscenza delle innovazioni leonardesche e raffaellesche, dominando quindi un linguaggio artistico di sintesi fra le maggiori tendenze di quel periodo.

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Giovanni Mazone (Alessandria, 1433 - Genova, 1511)

Una delle migliori opere di questo artista che operò ai massimi livelli in Genova per tutta la seconda metà del secolo XV. In particolare la resa del paesaggio, realizzato per velature, cioè con la sovrapposizione di lievi pennellate di colore che consentono di dare luminosità e profondità alla scena, è un brano di pittura di altissima qualità, mentre nel Cristo crocifisso si rilevano particolari, quali il sangue che sgorga dalle ferite, legati alla secolare tradizione dei crocifissi “dolorosi” in auge dai primi del trecento e un esemplare dei quali è esposto di seguito nella Sezione.

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Barnaba Agocchiari, detto da Modena (Modena, circa 1328 - circa 1386)

Polittico di mirabile qualità realizzato da Barnaba, uno dei più grandi pittori postgiotteschi, nel suo periodo di passaggio stilistico fra la realizzazione di preziose forme decorative e luministiche e la ricerca di effetti di maggior plasticità.

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Titolo dell'opera:

Ratto di Elena

Acquisizione:

eredi del marchese Oberto Gentile Genova - acquisto

Autore:

Puget, Pierre

Tipologia:

gruppo scultoreo

Epoca:

1683 - 1700 - XVII

Inventario:

MSA 3552

Misure:

Unità di misura: cm; Altezza: 219; Larghezza: 74; Profondità: 90

Tecnica:

marmo bianco apuano scolpito

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Descrizione:

Pierre Puget, attivo in Genova dagli anni ’60 del XVII secolo, realizzò per privati e per istituzioni religiose alcune delle sue opere più prestigiose. Tra queste, per il Palazzo di Pantaleo Spinola in Strada Nuova, il Ratto di Elena (1680 ca). Gruppo scultoreo in marmo bianco caratterizzato da una movimentata composizione a spirale agitata da un tipico "vento barocco’". Tutti i personaggi e gli elementi che caratterizzano la scena si muovono e si bilanciano tra loro: dall’animato mare su cui galleggia la nave alla mano destra di Elena, che conclude in alto l’elicoidale emotiva dell’evento.

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