Foto di Il cutter genovese “Venus”

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Anonimo, secolo XIX

Tipologia:

Modello navale

Tecnica e misure:

Legno, corda, metallo, 20 x 39 x 122 cm

 

Il modello è una ricostruzione del cutter - imbarcazione veloce, a un solo albero - con il quale il corsaro genovese Giuseppe Bavastro, amico e collaboratore del generale francese Massena, riuscì a violare il blocco navale che gli Inglesi avevano posto nell’anno 1800 intorno a Genova.
Il modello presenta nel dettaglio l’armatura velica che lo rendeva straordinariamente veloce, oltre a interessanti dettagli come il salpa ancore orizzontale. Il cutter fu un tipo navale proprio della marina britannica, che lo utilizzava proprio per la caccia ai corsari. Esso non trovò molta fortuna in Liguria, dove venne utilizzata un'imbarcazione simile - il bovo - armato però con vele latine.

 

Foto di Pianta di Venezia

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Gio Domenico Rossi, secolo XVII

Tipologia:

Stampa

Tecnica e misure:

Incisione su carta, 38 x 87 cm

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Dalla prima metà del XIV secolo, i Veneziani si ritrovarono in prima linea a fronteggiare l’espansione dei Turchi Ottomani.
Essi, che sin dai tempi della quarta Crociata (1204) avevano sottratto all’Impero Bizantino numerose isole dello Ionio e dell’Egeo, si trovarono a perderle una a una.
Le guerre turco-veneziane furono sette. L’ultima - combattuta tra il 1714 e il 1718 - sancì la cessione definitiva della Dalmazia a Venezia da parte di un Impero ormai sulla via del tramonto.

 

Foto di Veduta di Navarino

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Veduta di Navarino

Tipologia:

Stampa

Tecnica e misure:

Litografia su carta  

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Navarino è una cittadina greca sulla costa sud-occidentale del Peoloponneso. Perduta nel  1499, i Veneziani la riconquistarono temporaneamente nel corso della guerra di Morea (1684-89). Fu durante tale guerra che fu distrutto il Partenone di Atene dai Veneziani, in quanto gli ottomani lo usavano come deposito per le munizioni dei cannoni.

 

Foto di Veduta di Negroponte

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Veduta di Negroponte

Tipologia:

Stampa

Tecnica e misure:

Litografia su carta  

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Eubèa o Evia è un’isola del mare Egeo, separata dalla Grecia da un braccio mare largo appena 40 metri. È probabile che il toponimo Negroponte – datole dai Veneziani – derivi dalle parole “niger” (nero) e “pontus” (mare), in riferimento al mare scuro e profondo che circonda l'isola. Negroponte diventò veneziana nel 1209 e lo rimase sino alla conquista turca avvenuta dopo un lungo assedio nel 1470.
Nel 1688 i Turchi resistettero ad un violentissimo assedio dei Veneziani, capeggiati da Francesco Morosini detto il Peloponnesìaco.

 

Foto di Pianta di Costantinopoli

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Lonati, secolo XVII

Tipologia:

Stampa

Tecnica e misure:

Incisione, 44,5 x 67,5 cm

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La conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi Ottomani (1453) fu un evento epocale e sconvolgente per l’intera Europa, segnando il crollo definitivo dell’antico Impero Romano d’Oriente. I sultani (rappresentati in effigie nella cornice) instaurarono, tuttavia, un dominio tollerante verso le minoranze etniche e religiose dell’Impero. Ne è una dimostrazione il quartiere di Pera, sulla riva orientale del Bosforo (a destra nella cartina). Antico insediamento di mercanti italiani, soprattutto genovesi, agli inizi del Novecento era ancora abitato da una comunità italo-levantina.

Foto di Veduta di Algeri

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Matthaus Seutter, prima metà del XVIII secolo

Tipologia:

Stampa

Tecnica e misure:

Litografia colorata, 51 x 65 cm

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Algeri, sebbene sottomessa sin dai tempi antichi ai Romani, ai Bizantini e quindi agli Arabi, conservò sempre la sua identità berbera, pur nel contesto della comunità islamica. Nel 1529, dopo due secoli di occupazione spagnola dell’isola del Penon, prospiciente la città, gli abitanti si liberarono e dichiararono la propria sottomissione all’impero ottomano, di cui divennero l’avamposto militare a occidente.

Foto di Opera

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Mario Rossi

Tipologia:

Dipinto

Tecnica e misure:

Olio su tela

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Foto di Gregorio De Ferrari, Sala dell'Estate

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Titolo dell'opera:

Volta della Sala della Primavera e volta della Sala dell’Estate

Autore:

De Ferrari, Gregorio

Tipologia:

affresco

Epoca:

1686 - 1687 - sec. XVII

Tecnica:

affresco

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Descrizione:

A partire dal 1686-1687 Gregorio De Ferrari si trova impegnato, con il suocero Domenico Piola, nella decorazione a fresco del secondo piano nobile di Palazzo Rosso, per la committenza di Gio. Francesco I Brignole Sale (1643-1694): a partire dal salone, passando per le quattro sale a levante fino ad arrivare alla loggia sud rivolta verso il mare, viene messo a punto un unitario e coerente progetto iconografico che ha come tema centrale la simbolica identità tra Apollo dio del Sole, che con il suo carro scandisce il ritmo delle giornate, e il committente Brignole Sale, il cui stemma araldico, un Leone rampante, coincide significativamente con il segno zodiacale dell’estate, la stagione del sole. La decorazione del salone, realizzata da Gregorio De Ferrari e fulcro di questo complesso sistema figurato, ruotava intorno alla mitica figura di Fetonte, figlio di Apollo, e recava agli angoli gli stemmi dei committenti, il Brignole e la moglie Maria Durazzo: purtroppo questa decorazione è andata distrutta a seguito dei bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Seguono i salotti dedicati alle allegorie delle Quattro Stagioni, iconograficamente connessi al piano simbolico generale quali emblemi del passaggio del tempo. Nei primi due ambienti, ancora di mano del De Ferrari, la Primavera e l’Estate trionfano al centro di due volte incorniciate da stucchi di Giacomo Maria Muttone: nella prima sala Venere, in atteggiamento lezioso e seducente, trionfa su Marte in volo mentre Cupido, emblema per eccellenza delle arti amatorie, dà fuoco alle fiaccole a cavallo di un cigno; tutt’intorno giovani fanciulle e festosi putti giocano tra i fiori, mentre sulla sinistra campeggia un leone, ancora un diretto richiamo all’arma araldica del committente. Nella seconda sala Cerere dea delle messi, in volo accanto a un putto che regge un grande fascio dorato di spighe, prevale sui venti invernali scacciati dall’Aura, mentre il centro della composizione è ancora dominato dalla figura di Apollo-Sole accompagnato da un leone, questa volta allusivo anche – come già nel salone – al segno dello zodiaco e dunque appunto all’estate, in un piacevole gioco di rimandi tra astrologia e celebrazione dinastica. Allegoria d'affresco della primavera e dell'estate.

Foto di Kazaridana o scaffale giapponese a intarsio

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Titolo dell'opera:

Mobile a intarsio

Acquisizione:

Enrico A. D'Albertis 1932

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Hakone, Giappone, 1875 - 1880

Tipologia:

armadio

Epoca:

XIX - 1875 - 1880

Inventario:

C.D.A 1583

Misure:

Tipo di misura: altezzaxlarghezzaxspessore; Unità di misura: cm; Valore: 171x72x32

Provenienza (nazione):

Giappone

Tecnica e misure:

Intarsio ligneo policromo

Utilizzo:

Arredo

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Descrizione:

Struttura lignea a ripiani, sportelli e cassetti, rivestita da intarsi lignei eseguiti con diverse essenze in vari colori naturali, in un vasto repertorio ornamentale di motivi geometrici e floreali. Questo interessante elemento di mobilio fu probabilmente acquistato dal Capitano d’Albertis durante il suo primo Giro del Mondo, negli anni 1877-1878. Rappresenta la piena evoluzione tecnica del pregevole intarsio ligneo a mosaico yosegi zaiku (寄木細工) tradizionalmente praticato fin dal 1635, cioè dall’inizio del periodo Edo (1600 - 1867), ad Hakone, cittadina situata sull’omonimo lago nei pressi del Monte Fuji, nella provincia di Odawara. Alimentato dalle immense riserve di legname pregiato del boscoso territorio circostante, questo artigianato artistico trae origine dalle antiche abilità e dalla cultura specifica dei carpentieri, falegnami e intarsiatori giapponesi che nel secolo VIII entrarono in contatto per la prima volta con i manufatti decorati a intarsio importati per i sovrani nipponici dalla Cina d’epoca Tang (618-906).

Foto di Sensoriale

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Titolo dell'opera:

Sala sensoriale

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Sala sensoriale

Tipologia:

installazione multimediale interattiva

Epoca:

2024 - 2024 - XXI

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Descrizione:

Sensoriale è un luogo dove il tempo è dilatato, lo spazio accogliente, i sensi finemente sollecitati. Nasce per accogliere e per fare un’esperienza orientata al benessere. La postazione si compone di singoli elementi da combinare in molteplici formazioni: cinque strumenti, una seduta morbida e un cuscino, ordinati secondo il principio geometrico d’armonia della serie di Padovan. Le videoproiezioni mostrano frammenti di luce e fiori. L’essenza di cedro favorisce la distensione psicofisica attraverso l’olfatto.

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