Foto di Giuseppe Mazzoni, La Grande Genova. Veduta d’insieme della Grande Genova con le opere realizzate e altre allo stato progettuale.

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Giuseppe Mazzoni, La Grande Genova.

Tecnica e misure:

tempera su carta

Veduta d’insieme della Grande Genova con le opere realizzate e altre allo stato progettuale, 1926.

Con deliberazione del Commissario Prefettizio n. 1102 del 26.08.1926 si diede incarico a Giuseppe Mazzoni di eseguire un piano prospettico di Genova e dei Comuni annessi ad essa nel 1926, dietro un corrispettivo di £. 2.500.

La veduta della Grande Genova fu esposta a Tripoli nel 1927 in occasione della 1^ Fiera di Tripoli.

Foto di Niccolò Paganini. Variazioni sulla Carmagnola

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Niccolò Paganini. Variazioni sulla Carmagnola

Manoscritto musicale

In anni recenti le raccolte dell’Archivio Storico si sono arricchite con materiale documentario relativo al grande violinista , tra cui lo spartito della Carmagnola e dell’Inno Patriottico e lettere, datate tra il1831 e il 1839.

Foto di Statuti della Compagnia del Mandiletto

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Statuti della Compagnia del Mandiletto, sec.XV

Tra i volumi di storia religiosa conservati all’Archivio Storico del Comune, da segnalare gli Statuti della Compagnia del Mandiletto, associazione nata a Genova alla fine del Quattrocento con lo scopo di dedicarsi alla raccolta e distribuzione di denaro ai poveri presenti in città, a testimonianza della grande vitalità del movimento confraternale  in età moderna a Genova.

Foto di Libro di conti di Battista De Luco

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Libro di conti di Battista De Luco, 1472- 1476

Tipologia:

Manoscritto

Tecnica e misure:

Inchiostro su carta, legatura originale in pergamena morbida

 

Il manoscritto contiene le registrazioni delle attività commerciali di Battista de Luco, tipico esempio di esponente di medio livello del ceto mercantile genovese, attivo sulle rotte che Genova con il Mar Egeo e  l’Atlantico, fino all’Inghilterra. Tra le attività registrate, interessante e curiosa la compravendite di piume di struzzo, cera e tessuti, avvenuta ad Alessandria d’Egitto tra il 12 giugno e il 25 agosto 1472.

Il libro di conti fa parte dell’Archivio della Famiglia De Ferrari, pervenuto al Comune di Genova nel 1927, unitamente all’Archivio Brignole Sale.

Foto di Carta di Privilegio relativa ad una rendita pubblica (Juro), 1612

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Secolo XVII

Tipologia:

Manoscritto

Tecnica e misure:

Pergamena

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Il re di Spagna Filippo II vende ai fratelli Gio Francesco e Gio Batta Brignole una rendita annua perpetua di 720.244 maravedis “de juro” (1612).

 

Foto di Biblia Sacra manuscritta in cartapecora

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Scuola italiana, XIII-XIV secolo

Tipologia:

Miniatura

Tecnica e misure:

Pergamena

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Questa preziosa Bibbia in pergamena proviene dal fondo manoscritti appartenuti alla famiglia Brignole Sale. La raccolta comprende 384 manoscritti provenienti dalla Biblioteca Brignole Sale, denominazione voluta da Maria Brignole - Sale De Ferrari, - meglio conosciuta come la Duchessa di Galliera - , che nel 1874 la donò al Comune di Genova, unitamente al Palazzo Brignole Sale (detto Palazzo Rosso).
La parte più consistente della biblioteca è conservata nella Biblioteca Berio – sezione di Conservazione. I 384 manoscritti conservati all’Archivio Storico del Comune, unitamente agli archivi della famiglia Brignole Sale e De Ferrari, comprendono prevalentemente opere di carattere storico.

Degna di una menzione particolare è la Bibbia miniata, codice in pergamena attribuibile ad un copista di scuola italiana, databile tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento. La particolarità di questa Bibbia consiste nel fatto di avere una decorazione assai ricca quantitativamente: 2.029 lettere rubricate e 1.118 lettere filigranate, centinaia di lettere miniate e decorate, medaglioni con storie della Genesi e altre scene bibliche. Dell’ingresso di questo codice nella raccolta Brignole Sale non si hanno date certe, come pure circa luogo e data di esecuzione, ma sappiamo che è citato per la prima volta come Biblia Sacra manuscritta in cartapecora in tomi I nell’indice dei libri appartenuti a Gio Francesco Brignole Sale (1695-1760).

Foto di Libro di Conti del Magistrato dell’Abbondanza

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Libro di Conti del Magistrato dell’Abbondanza

Tipologia:

Manoscritto

Tecnica e misure:

Cuoio con impressioni a secco

 

Legatura “à rabat” in cuoio con impressioni a secco.

Nel libro mastro o cartulario cartulare venivano registrati gli approvvigionamenti di grano e cereali. L'ufficio dell'Abbondanza fu  istituito nel 1564 in sostituzione dell’Ufficium Victualium, allo scopo di assicurare adeguate scorta per la città .

La legatura - detta "à rabat" - è in cuoio con impressioni a secco rappresenta è stata utilizzata per rilegare tutti i libri mastri delle Magistrature cittadine che si occupavano di approvvigionamento alimentare.

Foto di Magistrato dei Censori, Leges constitutiones atque decreta

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Leges constitutiones atque decreta

Tipologia:

Manoscritto

 

L’immagine si riferisce alla pagina del manoscritto del Magistrato dei Censori Leges constitutiones atque decreta, contenente le disposizioni relative alla vendita al minuto di frutta, verdura e latticini.

La data di istituzione dei Censori è sconosciuta, sebbene un riferimento a questo ufficio fosse già contenuto nelle leggi di riforma del 1363, emanate sotto il dogato di Gabriele Adorno.

Il Magistrato disciplinava il commercio al minuto e all'ingrosso sia di generi alimentari, sia di altre categorie merceologiche, con ampi poteri di controllo su qualità, quantità, prezzi. Interveniva anche in materia di "pesi e misure", legalizzando le unità di misura, conservandone i prototipi ed esercitando il controllo affinché non venissero alterate. 

Foto di Liber Regularum spectabilis officii domino rum patrum communis et salvato rum portus et Moduli Civitatis Janue

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Padri del Comune, XV secolo

Tipologia:

Manoscritto

Tecnica e misure:

Rilegatura XVIII secolo in pelle con impressioni a secco, membrana, 330 x 240 mm, cc 154

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A carta 1 verso stemma di Genova fra due angeli (a colori). Aggiunte posteriori di mano diverse fino al 1676.

Il magistrato dei Padri del Comune ebbe origine nel XIII secolo con il nome di Salvatores Portus et Moduli, con il compito di provvedere a gestione, manutenzione e sviluppo del porto. Ai Padri del Comune il Governo delegava particolari settori d'intervento, con proprio bilancio e poteri giurisdizionali estesi, in alcuni casi, fino alla pena capitale. La denominazione di Padri del Comune comparirà nei documenti a partire dal XV secolo.

I Padri del Comune avevano competenze paragonabili a quelle di una moderna amministrazione comunale, per la varietà e la vastità degli ambiti controllati, tra i quali strade, piazze, acquedotto, pulizia, raccolta e smaltimento rifiuti.

La documentazione d’archivio dei Padri del Comune conservata presso l’Archivio storico del Comune copre un arco temporale che va dal 1412 al 1797. Ammonta a 1249 unità tra libri di conti e filze di documenti. La serie dei libri contabili (cartulari e manuali) copre gli anni dal 1412 alla fine della caduta della Repubblica aristocratica.
Per il periodo più antico (1340-1406) la documentazione contabile è conservata presso l’Archivio di Stato di Genova, fondo Antico Comune.

Foto di BIRDWATCHING: I FALCHI PELLEGRINI (foto Lipu)

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Falchi pellegrini

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Da sempre generazioni di falchi pellegrini presidiano il faro. Sono soprannominati “Zena”, dal nome della città, e “Cris”, diminutivo di Cristoforo.

I due falchi, ogni anno, hanno almeno due piccoli (3 nel 2015), e sono seguiti dalla Lipu. In caso di necessità di soccorso, soprattutto dei piccoli, quando imparano a volare, l’Enpa interviene prontamente con i suoi volontari.

Rapidissimo, soprattutto in picchiata, il falco pellegrino è considerato l’animale più veloce in natura. Nei secoli gli uomini lo hanno adorato, temuto e purtroppo molto spesso anche sfruttato e perseguitato. 

Il falco pellegrino (Falco peregrinus) prende il nome dal piumaggio sul capo, che ricorda un copricapo scuro molto simile ai cappucci che, nel Medioevo, indossavano i pellegrini mentre compivano lunghissimi e impervi viaggi lungo le vie della devozione in tutta Europa. Questa specie può essere trovata ovunque nel mondo, fatta eccezione per le regioni polari e le altitudini troppo elevate. Di dimensioni non notevolissime (la sua apertura alare non supera di solito i 110 centimetri), è comunque un grande predatore, arrivando a cibarsi di anche di uccelli di medie dimensioni come i piccioni.

A ciò contribuisce la sua straordinaria abilità di volo. Il falco pellegrino può infatti raggiungere i 320 chilometri orari, superando in velocità una macchina sportiva e staccando persino il ghepardo africano.

I falchi pellegrini sono animali tendenzialmente fedeli. Infatti, solitamente cercano un nuovo compagno solo dopo la morte del precedente.

I falchi femmina, di dimensioni molto più grandi rispetto ai maschi, depongono dalle 2 alle 4 uova. Piuttosto intolleranti ai rumori dell’uomo, di solito nidificano su rocce scoscese o in nidi abbandonati di altri rapaci. Ma oggi non è raro trovarli in città, su campanili o palazzi molto alti.

(Fonte e foto da LIPU)

 

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