Scultura buddhista

Il Buddhismo nacque in India nel VI secolo a.C. e fu introdotto in Giappone attraverso la Cina e la Corea nella prima metà del VI secolo d.C.
Da allora in poi la produzione di sculture buddhiste fu abbondante in ogni tempo.

Le divinità buddhiste rispondono alla seguente classificazione iconografica sommaria:

- Nyorai (sanscrito Tathāgata) sono detti i Buddha che hanno conseguito la perfetta illuminazione: tra essi si annoverano il Buddha storico Śākyamuni e i Cinque Buddha Trascendenti venerati nelle correnti salvazioniste ed esoteriche, chiaramente identificati da posture, troni a forma di fiore di loto, gesti delle mani e attributi loro propri.

- Bosatsu (sanscrito Bodhisattva) sono chiamate le divinità che, pur avendo raggiunto la perfetta illuminazione, hanno rinunciato al nirvāņa per dedicarsi alla salvazione delle creature sofferenti. Hanno aspetto principesco, sono adorni di gioielli ed hanno i capelli solitamente acconciati in un nodo alla sommità della testa.

- Myō-ō, "Re della Luce", sono cinque divinità di antica origine induista che svolgono la funzione di protettori della fede nel Buddhismo esoterico (Mikkyō): hanno aspetto muscoloso, posa dinamica, espressione furente, portano armi e sono circondati da fiamme. Il più venerato tra essi è Fudō Myō-ō (Acala).

- Shitennō, "Guardiani delle quattro direzioni" (sanscrito lokapala), protettori del cosmo e dello spazio sacro del tempio, hanno solitamente fisionomie centro-asiatiche ed espressione feroce, portano armature e armi e schiacciano demoni sotto i piedi.

- Ten (sanscrito deva), in origine erano dèi celesti nelle religioni induiste, come Indra (Bonten) e Brahma (Taishakuten), poi assorbiti nel pantheon Buddhista con le funzioni di divinità guardiane.

La scultura buddhista giapponese è realizzata con tecniche e materiali svariati, ed è rappresentata nella collezione Chiossone da opere in bronzo e lignee.

- Scultura in bronzo. La più importante fioritura della scultura in bronzo fuso e dorato risale ai Periodi Asuka e Nara (552-794) ed è comunemente denominata kondōbutsu (prima galleria, vetrina 3).

Nel salone sono esposte monumentali opere in bronzo provenienti dai templi buddhisti, datate o databili ai secoli XVII-XVIII: cinque lanterne buddhiste torō, due vasi pluviali per l’offerta di fiori, tre grandi incensieri a forma di gru e un karashihi (leone cinese), animale mitologico appartenente alla iconografia buddhista.

Le divinità buddhiste di grande dimensione esposte nel salone sono: Juichimen Kannon stante (Bodhistattva Avalokitesvara della misericordia con undici teste), XVII secolo; Shakamuni nyorai (Buddha storico Śākyamuni), datato 1694; Sho Kannon (Bodhisattva Arya Avalokitesvara), datato 1727; Monju bosatsu con scettro nyoi (Bodhisattva Manjusri) datato 1705; il Buddha trascendente Dainichi Nyorai del Taizokai (Buddha Mahavairocana) datato 1773; Fudō Myō-ō (Acalanatha, L’inamovibile Re della Luce) XVII-XVIII secolo.

- Scultura in legno (vetrine 10-11). È la forma di scultura buddhista più diffusa dal Periodo Heian. Alla fine dell’VIII secolo risale la tecnica ichiboku zukuri, nella quale il corpo principale della scultura è costituito da un solo pezzo di legno. Durante e dopo il Periodo Heian si diffusero due tecniche: yosegi zukuri, consistente nell’incastro di vari pezzi di legno, poi internamente svuotati (uchigurishi); warihagi zukuri, metodo consistente nel tagliare il legno in due metà, svuotarle internamente e poi riunirle.

Museo d'Arte Orientale E. Chiossone

Fudō Myō-ō, L’irremovibile Re della Luce

Fudō Myō-ō, L’irremovibile Re della Luce

Museo d'Arte Orientale E. Chiossone

Fudō Myō-ō, L’irremovibile Re della Luce

Fudō Myō-ō, L’irremovibile Re della Luce