Smalti policromi, shippō

Il termine giapponese shippō (in cinese qibao) significa "sette tesori": è ripreso da un’antica locuzione buddhista riferita alle "sette cose preziose" - oro, argento, lapislazzuli, cristallo, agata, rubino e corniola: secondo alcuni ciò potrebbe suggerire l’idea che gli smalti furono originariamente creati come sostituti degli intarsi in pietre preziose. 
Gli smalti policromi si ottengono da materiali vetrosi (silicati) ridotti in poltiglia e mescolati a coloranti (ossidi metallici). Cotti a temperature tra gli 850° e i 900° C, i silicati colorati fondono, assumendo una consistenza dura e vetrosa.

La decorazione di superfici metalliche con smalti policromi si pratica con tre diversi metodi: lo smalto dipinto viene applicato a pennello ed è detto anche "smalto di Canton"; lo smalto champlevé, che consiste nel riempire di silicati colorati cavità appositamente praticate nella superficie metallica di fondo; infine lo smalto cloisonné che è il più diffuso e consiste nell’eseguire sul fondo il disegno con sottili cordoli in metallo, formando degli alveoli che vengono riempiti di silicati colorati.

In Cina, durante i periodi Ming (1368-1644) e Qing (1644-1912), gli atelier controllati dalla casa imperiale crearono opere in smalto di elevatissima qualità tecnica e artistica, tanto che gli smalti cloisonné sono ritenuti tipici prodotti delle arti decorative cinesi.

In Giappone invece la manifattura degli smalti è tra le produzioni decorative più recenti. Durante i Periodi Muromachi (1393-1572), Momoyama (1573-1603) ed Edo (1603-1868), gli smalti cloisonné importati dalla Cina erano collezionati da intenditori, conservati nei templi e impiegati nella cerimonia del tè. 
Durante il Periodo Edo la decorazione a smalti fu eseguita soltanto su oggetti di piccole dimensioni, soprattutto complementi ornamentali di architettura e arredamento e su elementi della spada. Nel periodo Meiji gli smalti giapponesi furono presentati all’Esposizione Universale di Vienna del 1873 e ciò contribuì notevolmente a diffonderne l’apprezzamento presso selezionati ambienti del collezionismo internazionale.