TERRAZZA PANORAMICA

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Terrazza panoramica

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Dopo aver salito i 172 scalini nell’antica torre, una splendida vista panoramica si apre agli occhi del visitatore che, grazie alle informazioni ricevute nel precedente percorso, può leggere il paesaggio che si mostra ai suoi occhi nei diversi livelli che lo compongono.

 

SALE DEI CANNONI 1-2-3

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Sale dei cannoni

Tipologia:

Ambiente

 

Nel Museo della Lanterna di Genova, nelle ex sale dei cannoni, oggi dedicate a raccontare i fari e il loro funzionamento, sono custoditi alcuni oggetti e cimeli meccanici frutto dell’ingegno dell’uomo nel trovare, secondo le tecnologie disponibili nel tempo, metodi efficaci per garantire la luce e funzionamento dei segnali marittimi dedicati alla navigazione, come fari, fanali, boe e mede. Gli oggetti sono accompagnati da video illustrativi con la descrizione del loro funzionamento, a cura dell’allora (2004) Capotecnico del Marifari di La Spezia Bruno Cacciaveleni.

Galleria Ghibellina

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Galleria Ghibellina

Tipologia:

Ambiente

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La "Galleria Ghibellina" è un lungo corridoio che il progetto di allestimento prevede di dividere in due ambienti (enfatizzando la differenza di altezza e quindi percezione degli spazi).
La sala 5 racconta la Lanterna nell’Ottocento e il suo rapporto con il paesaggio genovese attraverso riproduzioni di opere particolarmente significative, come un celebre acquerello di Henry Parke - una veduta a 360 gradi del panorama dal faro - e modelli in scala della Lanterna e del suo contesto.
La sala 6, denominata “Sala dei Forti”, spiega il ruolo della Lanterna come elemento principale delle fortificazioni della città, attraverso la gigantografia di una acquaforte di metà Settecento e riproduzioni di mappe e schemi che evidenziano e distinguono le diverse cerchia di mura genovesi nei diversi periodi storici della città.

SALE DEI FUCILIERI

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Sale dei fucilieri

Tipologia:

Ambiente

 

Le sale dei fucilieri sono una sequenza di tre ambienti.

La sala 2 racconta la storia della Lanterna, contestualizzata nella città genovese e legata alla sua storia, attraverso una cronologia (in italiano e in inglese). Totem icona della sala è la prima rappresentazione della Lanterna del 1371.

La sala 3 illustra l’aspetto, la posizione e la maestosità della Lanterna durante il Medioevo attraverso xilografie che la inquadrano soprattutto dal mare.

La sala 4 espone riproduzioni di opere raffiguranti la Lanterna nel Cinquecento e Settecento; le opere sono di artisti italiani e stranieri e in diversi stili artistici, come acqueforti, acquerelli e litografie.

In ogni sala sul lato opposto alle immagini sono posizionati due schermi che raccontano le opere con approfondimenti.

SAMPIERDARENA

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Sampierdarena

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Nel belvedere del parco alcuni pannelli illustrativi mostrano l’evoluzione del quartiere di Sampierdarena. Da località di villeggiatura degli aristocratici di tutta Europa, al di fuori delle mura di Genova e all’ombra del monumento simbolo della città, dagli anni 30 del secolo scorso si trasforma in un quartiere operoso, sul quale il porto e l’industria prendono il sopravvento.

Porta Nuova

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Porta Nuova

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All'epoca delle Mura Nuove, nel Seicento, la Lanterna fronteggiava il mare dalla punta del promontorio di San Benigno che separava nettamente Genova dalla vicina Sampierdarena. La principale via di comunicazione tra la città e il Ponente era una strada poco agevole che per ampi tratti costeggiava un costone a strapiombo. Non lontano dal faro, contestualmente proprio alla costruzione delle mura, venne realizzata una prima imponente porta della città, che, nel 1877, a causa delle progressive demolizioni e sbancamenti della collina stessa, si decise di abbattere essendo stata sostituita, tra il 1828  e il 1831, da una seconda porta che garantiva un passaggio più agevole che prese il nome di Porta “Nuova”.

Questo varco nelle mura era reso monumentale da un'architettura maestosa che rappresenta oggi uno dei migliori esempi di neoclassicismo genovese e che venne eretta in occasione dell’ammodernamento di alcune fortificazioni ad opera del generale del Genio Militare Agostino Chiodo. Realizzata su commissione di Carlo Felice di Savoia, re di Sardegna, la Porta si distingueva verso ponente per un'elegantissima facciata con un possente bugnato pietra di promontorio e teste di meduse sui varchi. Sotto all’imponente stemma sabaudo centrale una lapide di marmo porta un'iscrizione dovuta allo scrittore, giurista e latinista, Marco Faustino, in cui si cui si attesta la data del completamento nel 1831.

Uno degli aspetti di innovazione rispetto alla porta più antica è il doppio passaggio scavato direttamente nella roccia che garantiva la possibilità di gestire separatamente l'entrata e l’uscita dalla città; inizialmente i due varchi possedevano due ponti levatoi pensati per meglio controllare gli accessi, ma nel giro di pochi anni vennero sostituiti da una passerella fissa, visto l’intensificarsi dei transiti. I due passaggi mobili erano azionati da catene che giravano su pulegge di bronzo e che venivano azionate dal lato interno, rivolto alla città.

Quando nel 1935 si decise di abbattere anche questo varco (durante l’operazione di sbancamento del promontorio di San Benigno) il fronte architettonico venne salvato e rimontato, ruotato di 90 gradi, dove lo si vede ancora adesso.

 

Bastioni della cinta muraria

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Bastioni della cinta muraria

 

Visitando le aree esterne si possono vedere i bastioni di quella che era una cinta muraria lunga circa 20 chilometri, fondata nel 1626 alla Lanterna.

Le mura furono completate nel 1639, divenendo così la cinta muraria più lunga d’Europa e seconda nel mondo, per lunghezza, solo alla Muraglia Cinese.

L’ultima modifica risale all’epoca ottocentesca, sotto il Regno Sabaudo.

Passeggiata della Lanterna

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La passeggiata sul porto di Genova

 

La passeggiata della Lanterna è stata progettata e realizzata nel 2001 dall'architetto Andrea Marenco con Architettiriuniti e Studio4, con l’intento di collegare la città con il suo simbolo e creare una “terrazza” sul Porto di Genova, restituendo così l’area portuale alla città.

Il percorso, lungo circa 800 metri, segue il tracciato delle mura secentesche e ottocentesche ed è stato pensato per collegare in modo diretto il Terminal Traghetti alla Lanterna di Genova.

Considerando la sua struttura in acciaio e legno, è necessario percorrere la passeggiata portando a mano eventuali biciclette.

Luca Cambiaso "Cristo davanti a Caifa"

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Luca Cambiaso (Moneglia, 1527 – San Lorenzo de El Escorial, 1585)

Tipologia:

Dipinto

Tecnica e misure:

Olio su tela, 188 x 138 cm

 

Definito “il più grande notturno del ‘500 in Italia”, il dipinto, databile intorno al 1575, costituisce un insuperabile esempio di quella produzione “a lume di notte” che conobbe una notevole diffusione nella seconda metà del Cinquecento.
Proveniente dalla collezione di Vincenzo Giustiniani a Roma, si pone tra le opere più rappresentative della produzione tarda del Cambiaso, improntata a un luminismo che esalta la profonda drammaticità della scena e sembra precorrere alcuni dei più brillanti esiti del Seicento europeo.

Necropoli Epigravettiana dalla Caverna delle Arene Candide

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Paleolitico

Tipologia:

Reperto; Sepoltura

Tecnica e misure:

Ossa umane e animali, conchiglie, ocra e altri minerali, manufatti in pietra di epoche diverse e ciottoli

Descrizione:

Una ventina di uomini, bambini, donne e giovani, di cui cinque esposti nel grande salone al primo piano del museo, compongono un antichissimo “cimitero” paleolitico che risale a 12-11.000 anni fa.

In due fasi diverse, separate da alcuni secoli, a questi individui sono stati dedicati particolari rituali di sepoltura e sono stati deposti da soli, affiancati o sovrapposti. I corredi raccontano il loro mondo: ciottoli, minerali coloranti, bracciali e cavigliere di conchiglie, macinelli, resti di animali.

Sono cacciatori–raccoglitori vissuti in Liguria al termine dell’era glaciale che scelgono la Caverna delle Arene Candide come area rituale di seppellimento: hanno un fisico robusto, praticano la caccia usando armi da lancio e percorrono lunghe distanze sui terreni montuosi della Liguria. La varietà di resti animali presente in queste sepolture è straordinaria: alce, cervo, ricci, castori, pesci, uccelli e numerosi scoiattoli come si può vedere nella sepoltura singola di bambino dove sono presenti le vertebre delle code.

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