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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Inrō in lacca rossa intagliato con spirali di guri cardiomorfe

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Inrō con rametti di crisantemo recisi

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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Inrō con bambù e pino sotto la neve, gallo e gallina

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Kiyohime e la campana del Dōjō-ji

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Titolo dell'opera:

Kiyohime e la campana del Dōjō-ji

Autore:

Ichimin

Tipologia:

scultura

Epoca:

1840 - 1860 - XIX

Inventario:

N-38

Misure:

Unità di misura: cm; Altezza: 4,6

Tecnica:

legno intagliato

Descrizione:
Nel folklore giapponese, una donna consumata dalla gelosia o da un’ossessione può trasformarsi in un temibile yōkai (spirito o demone). Kiyohime rappresenta l’evoluzione più potente di questa figura: non combatte la propria follia, ma la abbraccia completamente, acquisendo poteri straordinari come la capacità di tramutarsi in un serpente e di sputare fiamme roventi. "Kiyohime e la campana del Dōjō-ji" è una leggenda popolare, poi diventata anche un’opera di teatro Nō e Kabuki. La giovane Kiyohime si innamora di Anchin, un monaco buddista che per finta promette di sposarla; scoperte invece le serie intenzioni della fanciulla, il monaco decide di interrompere qualsiasi legame e fuggire: la rabbia e la delusione trasformano Kiyohime in un demone serpente. Il monaco, per proteggersi, varca lo spazio sacro del tempio Dōjō-ji e si nasconde sotto la campana del tempio, tuttavia il demone serpente si arrampica sulla campana stessa e, dopo averla percossa, la fonde, uccidendo quello che una volta era il suo amato. Il netsuke ritrae proprio il momento in cui Kiyohime, in forma di demone, sormonta la campana templare.
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Autore/ Manifattura/ Epoca:

Bambino con un cucciolo di cane

L'incontro con Sordello (Purg. VI, vv 74-75)

Il disegno e l'incisione presentano varianti significative: nel foglio preparatorio la posa di Dante e l'articolazione dello sfondo rimangono indecise, mentre nell'incisione Pinelli precisa la conformazione delle alture, i panneggi e le posizioni dei personaggi. La vegetazione con il sole tra le nuvole, sinteticamente abbozzata, cede il posto a una schiera di figure del tutto assente nella fase preparatoria. Anche il monte viene arretrato rispetto al disegno, restituendo una soluzione compositiva ancor più profonda e complessa.