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Titolo dell'opera:
Gli Amanti
Acquisizione:
Luigi Frugone
Autore:
Segantini, Giovanni
Tipologia:
disegno
Epoca:
XIX - 1896 - 1899
Inventario:
GAM 1562
Misure:
Unità di misura: cm; Altezza: 180; Larghezza: 130
Tecnica:
carboncino su tela
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Descrizione:
La tela presenta un abbozzo, in carboncino, di due "Amanti" realizzati da Giovanni Segantini e formalmente legati a due simili giovani presenti nel noto dipinto del 1896 "L'amore alla fonte della vita" (Milano, Galleria d'Arte Moderna).
“L’amore giocoso e spensierato della femmina, e l’amore pensoso del maschio allacciati assieme dall’impulso naturale della giovinezza e della primavera”, secondo quanto scrisse lo stesso Segantini nel 1896. Lontani, in apparenza, dalle modalità espressive e dalle esuberanti cromie del pittore proprio perché non terminato, le due figure vennero forse realizzate per il dipinto simbolista "Il Paradiso terrestre", rimasto interrotto con l'improvvisa morte dell’artista.
Al museo è inoltre conservato un bel carboncino di Segantini, il "Pastore addormentato" del 1893 circa, proveniente dalla collezione del famoso direttore d'orchestra Arturo Toscanini che lo acquistò durante una vendita di opere appartenenti al pittore Vittore Grubicy De Dragon, che, con il fratello Alberto, era stato il mercato di riferimento dei divisionisti italiani. Tela lavorata a carboncino raffigurante due figure dai morbidi e fluenti volumi, secondo modi vicini al classicismo.
“L’amore giocoso e spensierato della femmina, e l’amore pensoso del maschio allacciati assieme dall’impulso naturale della giovinezza e della primavera”, secondo quanto scrisse lo stesso Segantini nel 1896. Lontani, in apparenza, dalle modalità espressive e dalle esuberanti cromie del pittore proprio perché non terminato, le due figure vennero forse realizzate per il dipinto simbolista "Il Paradiso terrestre", rimasto interrotto con l'improvvisa morte dell’artista.
Al museo è inoltre conservato un bel carboncino di Segantini, il "Pastore addormentato" del 1893 circa, proveniente dalla collezione del famoso direttore d'orchestra Arturo Toscanini che lo acquistò durante una vendita di opere appartenenti al pittore Vittore Grubicy De Dragon, che, con il fratello Alberto, era stato il mercato di riferimento dei divisionisti italiani. Tela lavorata a carboncino raffigurante due figure dai morbidi e fluenti volumi, secondo modi vicini al classicismo.


