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Proiettili
vari scavi archeologici genovesi - ritrovamento fortuito
Anonimo
proiettile
1501 - 1600 - XVI
4234
Unità di misura: UNR; Misure mancanti: MNR
pietra
Palle di cannone.
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Proiettili
vari scavi archeologici genovesi - ritrovamento fortuito
Anonimo
proiettile
1501 - 1600 - XVI
4234
Unità di misura: UNR; Misure mancanti: MNR
pietra
Palle di cannone.
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Bombarda a doghe cerchiate su affusto
Darsena 14/6/1892 - ritrovamento
ambito genovese
Bombarda a doghe cerchiate su affusto
cannone da murata
1491 - 1500 - XV
3721
Unità di misura: mm; Diametro: 186; Lunghezza: 1130; Varie: calibro 99 mm
ferro battuto
Queste artiglierie, pur essendo ormai tecnicamente superate, continuarono ad essere imbarcate sul naviglio mercantile come dotazione sussidiaria, almeno fino alla metà del XVI secolo. Si tratta di una bombarda “picola”, cioè uno dei pezzi leggeri installati sulle navi genovesi del Quattrocento, pesanti tra i 2 e i 3 Cantari (Kg 95 – 140). Sulla base del calibro si può stimare che sparasse una palla di pietra da 3 libbre (Kg 0,950) con un tiro efficace di un centinaio di metri. Le bombarde “grosse” pesavano intorno ai 7 Cantari (Kg 330) e utilizzavano un proiettile di pietra da 25 – 30 libbre (Kg 8 – 9,5); la loro gittata doveva aggirarsi intorno ai 300 metri.
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Fonte battesimale
F. Bocca 1931 Genova - acquisto
ambito ligure
Fonte battesimale
fonte battesimale
1451 - 1451 - XV
MSA 272
Unità di misura: cm; Altezza: 47; Larghezza: 77; Varie: Con coperchio piramidale a base ottagonale di legno l'opera ha un'altezza di 102 cm.
pietra calcarea
L'opera è forse proveniente dalla chiesa parrocchiale di Bacelega (IM). Fonte battesimale ottagonale decorato su due registri. L'ordine inferiore è ornato da volute le cui terminazioni superiori sono in corrispondenza degli spigoli, mentre quelle inferiori sono poste a metà della faccia; in due facce le volute sono poi arricchite da due testine antropomorfe. Il tratto superiore riporta, invece, motivi stilizzati incisi: ruote, spirali, un trigramma bernardiniano, una croce e fiori. Poco sopra, sul bordo, si nota l'iscrizione "MCCCCLI DIE C AUGUSTI ANT ANDREAS". L'interno della vasca è suddiviso in tre scomparti da un tramezzo in marmo, quasi sicuramente aggiunto in un secondo momento. Il fonte battesimale è dotato anche di un coperchio ligneo piramidale a base ottagonale con sportello apribile, opera realizzata con ogni probabilità nel XIX secolo.
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Partigiana
1898 - acquisto
ambito italiano
Anonimo
arma bianca
1501 - 1600 - XVI
2977
Unità di misura: cm; Lunghezza: 225; Varie: lunghezza manico 2 mt
acciaio
Pugnale inciso con decorazioni.
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Frammento di cielino con profilo di imperatore e cornucopie
ambito genovese
Frammento di cielino con profilo di imperatore e cornucopie
lastra a rilievo
1501 - 1550 - XVI
MSA 250
Unità di misura: cm; Altezza: 68; Larghezza: 138
pietra nera di Promontorio
Proveniente dalla collezione di Santo Varni. Frammento di cielino lavorato a bassorilievo con doppia cornice modanata. Al centro, racchiusa entro una corona di foglie, testa maschile coronata di alloro volta a destra. Il soggetto è identificabile come Nerone. Ai lati sono posti motivi vegetali, cornucopie con boccioli di fiori e nastri.
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Portolano del Mediterraneo e mari adiacenti
Cap. E.A. D'Albertis
Maggiolo, Iacopo
mappamondo
XVI - 1561 - 1561
3372
Unità di misura: cm; Altezza: 92; Larghezza: 125
pergamena- inchiostro
Il disegno rappresenta una mappa dell'Europa e dell'Africa sahariana, all'interno della quale - dettaglio inusuale - l'intero emisfero occidentale.
L'autore rappresenta anche le principali potenze dell'epoca: l'imperatore, il sultano, lo zar e - non ultima - la sua città natale: Genova.Clicca qui per visualizzare l'immagine
Clipeo con Cristo benedicente
ambito bizantino
Scultore pisano di educazione bizantina
clipeo
1204 - 1204 - XIII
MSA 3632
Unità di misura: cm; Diametro: 50; Spessore: 16
Marmo greco
Questo clipeo proviene dalla chiesa di San Colombano, fondazione quattrocentesca vicina alle istituzioni di carità della città. Distrutta la chiesa nel secolo scorso, il clipeo, che si trovava in facciata, venne in possesso delle collezioni civiche. Il marmo presenta un’iconografia tipicamente orientale, interpretata però in maniera piuttosto approssimativa: ciò indica una gestione incerta della figura e quindi una mancanza di abitudine a questo tipo di realizzazione, presente altrove, come a Pisa, con esiti ben più sicuri. Tondo marmoreo raffigurante Cristo con un tomo nella mano sinistra e la destra alzata nell'atto di benedire.
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Sovrapporta con Agnus Dei e stemmi
ambito ligure
Sovrapporta con Agnus Dei e stemmi
sovrapporta
1301 - 1400 - XIV
MSA 2903
Unità di misura: cm; Altezza: 68; Larghezza: 188,5; Profondità: 12
pietra nera di Promontorio
Sovrapporta rettangolare con cornice a lista decorata con foglie; al centro, entro una corona di foglie circondata da motivi vegetali a rilievo, l'Agnus Dei vessillifero. L'Agnello ha la testa nimbata rivolta all'indietro e la zampa anteriore destra piegata a fermare in basso l'asta del vessillo. Ai lati si trovano due stemmi a scudo scalpellati.
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Veduta prospettica della città di Savona nel XVII secolo
Eugenio Cattaneo 22/10/1931 - acquisto
ambito italiano
Anonimo
dipinto
1601 - 1620 - XVII
3500
Unità di misura: cm; Altezza: 155; Larghezza: 180
olio su tela
ex museid
Per la sua posizione costiera che ne fa il più importante approdo della riviera ligure di ponente, Savona è stata spesso minacciata da Signori e Potenze che covavano mire di dominio sulla vicina Genova.
Contesa da Bizantini e Longobardi durante il Medioevo, si costituisce libero Comune nel 1191. Seguono oltre tre secoli di alterne fortune: alla crescita economica dei secoli XII e XIII subentra un periodo di stasi che dura fino quasi alla metà del XV secolo.Nella seconda metà del 1400 si delinea una ripresa economica e politica della città, favorita da diversi fattori, tra i quali l‘elezione a papi di due nobili savonesi: Francesco Della Rovere (Sisto V), papa dal 1471 al 1484 e suo nipote, Giuliano Della Rovere (Giulio II), pontefice dal 1503 al 1513.Intorno al 1460 a Savona si trasferisce il giovane Cristoforo Colombo: con il tramonto del potere politico dei Fregoso, per i quali il padre Domenico era schierato, il futuro a Genova era diventato incerto. A Savona si potevano anche fare buoni affari, grazie alle discrete dimensioni della città; ai collegamenti con il Piemonte e la Pianura padana; al porto, che può contare anche sulla vicina rada di Vado. Qui Domenico esercita l’arte del lanaiolo e gestisce una taverna. Cristoforo aiuta il padre nei suoi traffici e così ha modo di imbarcarsi a Savona per numerosi viaggi che lo porteranno a conoscere coste e porti del Mediterraneo occidentale. Forse non è un caso che l’unico toponimo ligure nel mar dei Caraibi sia Savona: così viene battezzata una bella isola a sud-est di Hispaniola. Colombo lascerà Savona venticinquenne. Nel 1528 la Repubblica di Genova deciderà di sottomettere una volta per tutte quella che considera non solo una concorrente nei commerci, ma soprattutto un fattore di destabilizzazione delle Riviere, oggetto come è delle mire del confinante ducato di Savoia. Ma Colombo non ne fu testimone: era già morto da oltre venti anni. Il dipinto rappresenta Savona dopo la conquista genovese del 1528: lo dimostra la fortezza del Priamar, a sinistra del centro abitato. È considerata la più antica veduta della città.Clicca qui per visualizzare l'immagine
L'isola e la città di Chios
Paolo Vassallo 22/01/1907 - acquisto
ambito italiano
L'isola e la città di Chios (Scio)
dipinto
1601 - 1700 - XVII
3317
Unità di misura: cm; Altezza: 140; Larghezza: 216
olio su tela
ex museid
Cristoforo Colombo visitò l'isola in gioventù, maturando qui il progetto di trovare una "via delle Indie" alternativa a quella ormai preclusa dall'avanzata turca. Il dipinto rappresenta l'isola greca dal 1346 colonia genovese, famosa per la produzione di mastice, resina estratta dall'albero del lentisco.

Sede:
Comune di Genova - Palazzo Tursi
Via Garibaldi 9 - 16124 Genova
C.F. / P.iva 00856930102