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Titolo dell'opera:

Ritratto di Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci

Acquisizione:

Riva Giuseppe, Conte 05/02/1905 - donazione

Ambito culturale:

ambito italiano

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Ritratto di Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci

Tipologia:

dipinto

Epoca:

1541 - 1610 - XVI- XVII

Inventario:

3467

Misure:

Unità di misura: cm; Altezza: 21; Larghezza: 65

Tecnica:

olio su tela

Descrizione:

Perché il continente americano ha preso il nome da Amerigo Vespucci, pur essendo comunemente la scoperta attribuita a Cristoforo Colombo?

Innanzitutto va detto che le accuse mosse per tanto tempo a Vespucci - ritenuto per lungo tempo un mistificatore e un vanesio che avrebbe defraudato Colombo della sua gloria – sono ingiustificate. Lo stesso numero dei suoi viaggi americani, è stato oggetto di falsità: non quattro bensì due: nel 1499 e 1501. Egli non cercò mai di attribuirsi il merito della scoperta. Anzi, all’inizio anche Vespucci, come Colombo, riteneva che le terre scoperte facessero parte dell’Asia.

Amerigo Vespucci era nato nel 1454 da un’antica famiglia fiorentina ed ebbe un’eccellente educazione umanistica. Giovanissimo entrò nella casa commerciale del banchiere fiorentino Lorenzo di Pier Francesco de’ Medici, che provvedeva all’allestimento delle spedizioni d’oltremare spagnole e portoghesi.

Alla fine di maggio del 1501 intraprese una spedizione per conto del Portogallo. Dopo aver raggiunto l’estrema latitudine sud toccata nel primo viaggio, proseguì lungo il continente verso sud-ovest giungendo in prossimità dello stretto scoperto poi da Ferdinando Magellano. Nel luglio 1502 era di ritorno nuovamente a Lisbona.

Questo viaggio fu il più ricco di conseguenze, rivelando al navigatore l’inaspettata esistenza di un Nuovo Mondo. Infatti Vespucci aveva costeggiato una terraferma a una latitudine così meridionale mai raggiunta neppure dagli altri navigatori portoghesi, che avevano nel frattempo già circumnavigato l’Africa, raggiungendo l’India: di qui l’idea di un continente indipendente di cui divenne l'assertore. Tela rettangolare dipinta ad olio, con cornice dorata. Nella tela i busti-ritratto dei due navigatori sono inseriti in due ovali, mentre i putti tengono fra le mani i simboli dei grandi navigatori.

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Titolo dell'opera:

Bussola

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Bussola

Epoca:

sec. XVIII - 1720

Inventario:

3331

Misure:

Tipo di misura: diametro; Unità di misura: cm; Valore: 9,5; Varie:

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Descrizione:

Sulle navi di Colombo la bussola era conservata in un contenitore mobile, che veniva spostato all'occorrrenza.

La rosa dei venti atlantica era a 32 rombi; quella mediterranea a 16 rombi.

Il problema più grosso era la smagnetizzazione degli aghi, fatti di ferro dolce o battuto, che avveniva nel giro di 2-3 mesi.

Le misurazioni erano comunque imprecise e i naviganti cercavano conferme dai moti apparenti del Sole (il sorgere e il tramonto indicavano l'est e l'ovest) e dalla Stella Polare, la sola che in cielo apparisse fissa.

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Titolo dell'opera:

Caravella «Niña»

Acquisizione:

Esposizione Colombiana 1892 - Provenienza

Ambito culturale:

ambito italiano

Autore:

D'Albertis, Enrico Alberto - Costaguta, Ugo

Tipologia:

modello

Epoca:

1892 - 1892 - XIX

Inventario:

3313

Misure:

Unità di misura: m; Altezza: 1.4; Larghezza: 0,32; Lunghezza: 1,26

Tecnica:

legno

Ultimi prestiti:

Esposizione colombiana - Genova - 1892
Esposizione colombiana - Chicago - 1893
Esposizione universale - New York - 1939
Mostra colombiana - Genova - 1950

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Descrizione:

La "Niña" era una caravella, una delle tre navi del primo viaggio di scoperta di Cristoforo Colombo. Ne era comandante Vicente Yañez Pinzòn.
Particolarmente leggera, maneggevole e veloce, Colombo la volle anche nel secondo viaggio verso il Nuovo Mondo. Modellino costruito con la tecnica del mezzo modello: scafo pieno piallato. Realizzato per l'Esposizione colombiana del 1892.

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Titolo dell'opera:

Caravella «Pinta»

Acquisizione:

Esposizione Colombiana 1892

Autore:

D'Albertis, Enrico Alberto - Costaguta, Ugo

Epoca:

1892 - 1892

Inventario:

3312

Misure:

Unità di misura: m; Altezza: 1,35; Larghezza: 0,75; Lunghezza: 1,58

Ultimi prestiti:

Esposizione colombiana - Genova - 1892
Esposizione colombiana - Chicago - 1893
Esposizione universale - New York - 1939
Mostra colombiana - Genova - 1950

Torna al Focus:
Descrizione:

La "Pinta" era una caravella, una delle tre navi del primo viaggio di scoperta di Cristoforo Colombo. Ne era proprietario e comandante Martin Alonso Pinzòn. Modellino costruito con la tecnica del mezzo modello: scafo pieno piallato. Realizzato per l'Esposizione colombiana del 1892.

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Titolo dell'opera:

Nao «Santa Maria»

Acquisizione:

Esposizione Colombiana 1892

Autore:

D'Albertis, Enrico Alberto - Costaguta, Ugo

Epoca:

1892 - 1892

Inventario:

3311

Misure:

Unità di misura: m; Altezza: 1.48; Larghezza: 0,81; Lunghezza: 1,63

Ultimi prestiti:

Esposizione colombiana - Genova - 1892
Esposizione colombiana - Chicago - 1893
Esposizione universale - New York - 1939
Mostra colombiana - Genova - 1950

Torna al Focus:
Descrizione:

La "Santa Maria" fu la nave oneraria (nao) con cui Colombo attraversò l'Atlantico nel primo viaggio di scoperta. Il proprietario era Juan de la Cosa, autore di una delle prime mappe dell'Oceano. La nave naufragò il giorno di Natale del 1492 sulle coste di Haiti e il legname fu usato nella costruzione di un forte - La Navidad - primo insediamento spagnolo nel Nuovo Mondo. Modellino costruito con la tecnica del mezzo modello: scafo pieno piallato. Realizzato per l'Esposizione colombiana del 1892.

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Titolo dell'opera:

Testa di San Vitale

Acquisizione:

Marcello Durazzo

Autore:

Barocci, Federico

Tipologia:

disegno

Epoca:

XVI - 1580 - 1583

Inventario:

D 2242

Misure:

Unità di misura: mm; Altezza: 309; Larghezza: 228

Tecnica:

carboncino

Ultimi prestiti:

Mostra di Federico Barocci - Bologna - 1975
Maestri del disegno - Genova - 1990

Torna al Focus:
Descrizione:

F. Malaguzzi Valeri (1911) ha riconosciuto questo disegno come uno dei disegni preparatori per la grande pala del "Martirio di san Vitale", realizzata da Barocci tra il 1580 e il 1583 per i monaci della basilica di San Vitale a Ravenna, oggi conservata alla Pinacoteca di Brera. (Boccardo, 1999) Testa di san Vitale.

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Titolo dell'opera:

Madonna Immacolata in gloria

Acquisizione:

Marcello Durazzo

Autore:

Baciccio, Giovanni Battista Gaulli

Tipologia:

disegno

Epoca:

XVII-XVIII - 1638 - 1709

Inventario:

D 2494

Misure:

Unità di misura: mm; Altezza: 285; Larghezza: 316

Tecnica:

quadrettatura a matita nera

Descrizione:

Madonna Immacolata in gloria.

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Titolo dell'opera:

San Gerolamo in atto di scrivere

Acquisizione:

Giorgio Passano

Autore:

Magnasco, Alessandro

Tipologia:

disegno

Epoca:

XVII-XVIII - 1667 - 1749

Inventario:

D 2457

Misure:

Unità di misura: mm; Altezza: 223; Larghezza: 190

Tecnica:

pennello e inchiostro acquarellato

Ultimi prestiti:

Mostra del 700 Italiano - Venezia - 1929

Descrizione:

San Gerolamo in atto di scrivere.

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Titolo dell'opera:

Due ritratti femminili

Acquisizione:

Marcello Durazzo

Autore:

Leoni, Ottavio

Tipologia:

disegno

Epoca:

XVII - gennaio 1625

Inventario:

D2408

Misure:

Unità di misura: mm; Altezza: 209; Larghezza: 147; Varie: inv. D2408 a (ritratto di giovane vedova). Solo questo primo foglio, dei due incollati sullo stesso controfondo, ha anche segni a pietra rossa; Unità di misura: mm; Altezza: 209; Larghezza: 149; Varie: inv. D2408 b (ritratto della cantatrice Adriana Basile)

Tecnica:

pietra rossa

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Descrizione:

I due fogli, uno (inv. D2408b) del 1619, l'altro (inv. D2408a) del 1625, sono stati incollati insieme su un unico montaggio in epoca più tarda, nel corso della loro storia collezionistica. Del ritratto più tardo (D2408a), di giovane vedova (Primarosa 2017, cat. 553 p. 591), non si conosce l'identità della ritrattata, per quanto in trasparenza si intuisca che il nome della donna era stato indicato al verso al momento del riordinamento dei fogli in collezione Borghese, dopo la morte di Leoni. Del ritratto (D2408b), invece, si è potuta interpretare la scritta al verso e identificare la figura con la cantante lirica Adriana Basile, notissima alla sua epoca, celebrata come la "sirena di Posillipo", ricordata nelle rime di Giovan Battista Marino e apprezzata dalle corti italiane, da Napoli a Firenze (Primarosa 2017, cat. 408 pp. 501-502). Due ritratti femminili (inv. D2408a ritratto di giovane vedova; inv, D2408b ritratto della cantatrice Adriana Basile).

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Titolo dell'opera:

Cupido dormiente privato delle armi

Acquisizione:

Marcello Durazzo

Autore:

Zuccaro, Federico

Tipologia:

disegno

Epoca:

XVI-XVII - 1541 - 1609

Inventario:

D 2845

Misure:

Unità di misura: mm; Altezza: 249; Larghezza: 176

Tecnica:

matita nera

Ultimi prestiti:

Maestri del disegno - Genova - 1990

Descrizione:

La scena raffigurata nel disegno è stata interpretata come il momento in cui alcune ninfe di Diana sorprendono Cupido addormentato e ne approfittano per bruciarne le frecce. Mentre l'attribuzione tradizionale dell'opera è a Francesco Salviati (Grosso, Petterelli, 1910) e per altri (Di Giampaolo) si tratterebbe invece di Taddeo Zuccaro, l'ascrizione al fratello di quest'ultimo, Federico Zuccaro, sembra supportata dalle analogie riscontrabili in un altro disegno a lui attribuito e conservato alla Biblioteca Reale di Torino, raffigurante l'Allegoria della Redenzione. (Boccardo, 1999) Il disegno rappresenta Cupido dormiente, attorno a lui le ninfe.

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