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Titolo dell'opera:

L'isola e la città di Chios

Acquisizione:

Paolo Vassallo 22/01/1907 - acquisto

Ambito culturale:

ambito italiano

Autore/ Manifattura/ Epoca:

L'isola e la città di Chios (Scio)

Tipologia:

dipinto

Epoca:

1601 - 1700 - XVII

Inventario:

3317

Misure:

Unità di misura: cm; Altezza: 140; Larghezza: 216

Tecnica:

olio su tela

Ultimi prestiti:

ex museid

Descrizione:
Cristoforo Colombo visitò l'isola in gioventù, maturando qui il progetto di trovare una "via delle Indie" alternativa a quella ormai preclusa dall'avanzata turca. Il dipinto rappresenta l'isola greca dal 1346 colonia genovese, famosa per la produzione di mastice, resina estratta dall'albero del lentisco.
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Titolo dell'opera:

Lastra con testa di Giano

Autore:

Varni, Santo

Tipologia:

lastra a rilievo

Epoca:

1820 - 1885 - XIX

Inventario:

MSA 2319

Misure:

Unità di misura: cm; Altezza: 77; Larghezza: 54; Profondità: 19.5

Tecnica:

marmo bianco

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Descrizione:
Proveniente dall’Acquasola, dove era murata nel muraglione di sostegno verso la via dei santi Giacomo e Filippo. In origine doveva probabilmente assolvere alla funzione di decorazione di una chiave d'arco. Lastra con raffigurazione ad altorilievo della testa coronata di Giano bifronte, la quale risulta composta da una faccia virile barbuta a sinistra e da una imberbe giovanile a destra.
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Titolo dell'opera:

Giano

Autore:

Della Porta, Guglielmo - Della Porta, Gian Giacomo

Tipologia:

scultura

Epoca:

1536 - 1536 - XVI

Inventario:

MSA 3685

Misure:

Unità di misura: cm; Altezza: 99.5; Larghezza: 64; Profondità: 32

Tecnica:

Marmo bianco apuano

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Descrizione:
Il busto è stato identificato da Santo Varni nel 1866 con quello commissionato nel 1536 dai Padri del Comune a Gian Giacomo o Guglielmo Della Porta per una fontana da erigersi davanti alla Chiesa di Sant'Ambrogio. La fontana fu poi spostata in Piazza San Domenico (1628) e da lì in piazza Marsala (XIX secolo). Nell'Ottocento il busto di Giano, distaccato dalla struttura di cui faceva originariamente parte, è stato montato sulla cupola dell'edicola in Piazza Sarzano. Nel 2001 è stato poi trasferito nel Museo di Sant'Agostino. Busto marmoreo di Giano con duplice volto barbuto.
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Titolo dell'opera:

La scoperta dell'America

Acquisizione:

Fiaschi-Agarini 15/02/2008 - donazione

Autore:

Fiaschi, Sergio

Tipologia:

plastico

Epoca:

1992 - 1992 - XX

Inventario:

4518

Misure:

Unità di misura: cm; Altezza: 44; Larghezza: 81; Lunghezza: 43

Tecnica:

legno

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Descrizione:
Il diorama riproduce la spiaggia dell'isola di San salvador, il mare e le 3 caravelle alla fonda.
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Titolo dell'opera:

Globo di Norimberga

Acquisizione:

1998 Genova - acquisto

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Globo di Norimberga

Tipologia:

mappamondo

Epoca:

1998 - 1998 - XX

Inventario:

4366

Misure:

Unità di misura: cm; Diametro: 100

Tecnica:

cartapesta dipinta

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Descrizione:
Globo in cartapesta dipinta.
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Titolo dell'opera:

Galeone genovese «S. Matteo»

Acquisizione:

Ing. L.G.Boschi 21/10/1948

Autore:

Mambriani, Marco

Epoca:

1976 - 2000

Inventario:

4230

Misure:

Unità di misura: cm; Altezza: 55; Larghezza: 30; Lunghezza: 70

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Titolo dell'opera:

Quadrante orario

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Quadrante orario

Epoca:

1892

Inventario:

3960

Misure:

Tipo di misura: lato corto; Unità di misura: cm; Varie: 36

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Descrizione:
Costruito secondo i principi formulati da Edmund Gunter (1581-1626), questo quadrante manteneva le funzioni di quello nautico, ma era inoltre uno strumento astronomico sofisticato con una proiezione stereografica del cielo (con equatore, eclittica, tropico del Cancro e posizione di cinque stelle). Realizzato per una determinata latitudine, era dotato di un quadrato delle ombre e un calendario zodiacale.
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Titolo dell'opera:

Quadrante navale

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Quadrante navale

Epoca:

1892

Inventario:

3958

Misure:

Tipo di misura: lato corto; Unità di misura: cm; Varie: 34

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Descrizione:
Il quadrante nautico era uno strumento usato a bordo già ai tempi di Cristoforo Colombo per misurare la latitudine. Era di modeste dimensioni, traforato per il vento e quindi più semplice di quelli esposti nei musei. Aveva la forma di un quarto di cerchio (da qui il nome quadrante), la cui parte curva era graduata di grado in grado.

Qualsiasi movimento della nave condizionava la lettura dello strumento, che quindi era molto approssimativa. La tolleranza della misurazione stava all'interno di un'area grande circa come il mar Tirreno! Per compensare l’errore, si facevano più letture e quindi una media tra esse.

Il quadrante non si prestava all'osservazione del Sole, per evidenti rischi alla vista del lettore. Come l’astrolabio, il quadrante permetteva la misurazione dell’astro senza la visione contemporanea dell’orizzonte.

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Titolo dell'opera:

Astrolabio astronomico

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Astrolabio astronomico

Epoca:

1892

Inventario:

3957

Misure:

Unità di misura: cm; Varie: Diametro: 65,5

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Descrizione:
Alla fine dell'Ottocento il capitano Enrico Alberto D'Albertis, studioso di storia della navigazione, fece eseguire in base ai suoi studi e a propri disegni queste riproduzioni in legno degli strumenti astronomici e nautici noti ed utilizzati nell'età di Colombo.

L'astrolabio è uno strumento di origine ellenistica e per secoli rimase fondamentale per ogni osservazione astronomica. Strumenti delle dimensioni di questo, dotavano le prime navi portoghesi, impegnate nell'esplorazione costiera africana.

Per conoscere la latitudine dei luoghi, questi astrolabi venivano sbarcati e appesi a grandi treppiedi per effettuare le misurazioni. Il reticolo inciso consentiva di individuare 20 stelle fisse, individuate da un dimostratore graduato ruotante.
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Titolo dell'opera:

Astrolabio nautico

Autore/ Manifattura/ Epoca:

Astrolabio nautico

Epoca:

1892

Inventario:

3956

Misure:

Tipo di misura: diametro; Unità di misura: cm; Varie: 40

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Descrizione:
Sia il quadrante sia l'astrolabio permettevano la misurazione di altezza di un astro senza la visione contemporanea dell'orizzonte marino.

Il Sole non era privilegiato per le osservazioni astronomiche. Nel Quattrocento l'osservazione del Sole richiedeva la conoscenza del calendario e della posizione in cielo, ma l'una e l'altra indicazione non erano disponibili per tutti i piloti. Per cercare di conoscere la declinazione astronomica del Sole, i piloti esperti conservavano delle tabelle che riportavano la variazione della declinazione astronomica del Sole nel periodo di quattro anni.
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