Il globicefalo

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Il Globicefalo, il cui nome scientifico è Globicephala melas, è uno dei delfinidi più grandi potendo raggiungere 6 metri nel maschio e 5 nella femmina. La forma esterna è inconfondibile, con il corpo allungato e il capo globoso che sporge anteriormente alla bocca. Le pinne pettorali sono lunghissime e sottili, appuntite e a forma di falce allungata. Il colore è nero ebano mentre i giovani sono più chiari.

Le attività riproduttive sono stagionali, nel mar Ligure infatti i piccoli sono presenti tra luglio e dicembre. Il periodo di gestazione varia dai 12 ai 16 mesi a seconda della latitudine. Una volta nato, il piccolo viene allattato per più di 3 anni e rimane a stretto contatto con la madre per molti anni. L’intervallo medio tra un parto e il successivo, per ogni femmina, è tra i più lunghi nei cetacei e oscilla tra i 3 e i 5 anni. La vita media del Globicefalo si aggira sui 50 anni, con una longevità nettamente superiore nelle femmine, che possono arrivare a 60 anni, che nei maschi (circa 35-45 anni).

L’alimentazione di questa specie di basa quasi esclusivamente su molluschi cefalopodi.

A livello mondiale, il Globicefalo frequenta indifferentemente sia habitat costieri che pelagici, mentre nel Mediterraneo sembra preferire le acque profonde di mare aperto, fino ad oltre 2.000 metri.

Si tratta di un cetaceo fortemente gregario, che vive in gruppi numerosi, a volte superiori alle centinaia di esemplari. Analisi genetiche hanno rivelato che i membri del gruppo sono tutti parte di una grande famiglia, con i maschi adulti che permangono nel gruppo di nascita ma se ne accoppiano al di fuori, nel corso di temporanee aggregazioni fra gruppi differenti.

I Globicefali si trovano spesso in gruppi misti con altre specie, soprattutto tursiopi. In Mediterraneo sono stati osservati assumere comportamento aggressivo nei confronti del capodoglio e dello zifio.

Questa specie è in grado di compiere profonde immersioni, anche fino oltre i 600 metri. Le immersioni avvengono generalmente dopo l’imbrunire, mentre durante le ore del giorno gli animali rimangono in prossimità della superficie, riposando o intenti in attività sociali. In queste circostanze è tipico della specie rimanere in posizione verticale, con il capo fuori dall’acqua, presumibilmente per ispezionare i dintorni.

La distribuzione geografica del Globicefalo è frammentata. Lo si può trovare infatti nell’Atlantico settentrionale e nell’Emisfero australe, oltre che nel Mediterraneo dove frequenta regolarmente solo il bacino occidentale.

Su scala globale il Globicefalo è soggetto a molteplici impatti derivanti dalle attività umane, tra cui la caccia, le catture accidentali negli attrezzi da pesca e la collisione con imbarcazioni.

Un’altra minaccia è costituita dalla contaminazione da inquinanti. Questa specie occupa infatti la posizione di “predatore apicale” nella catena alimentare marina ed è perciò esposta a vari contaminanti ambientali che si accumulano nei tessuti raggiungendo notevoli concentrazioni, per poi trasferirsi nel sangue e nel latte materno.