Clicca qui per visualizzare l'immagine
Ritratto del gioielliere Giacomo Pucci con il figlio Alberto
Maria Brignole-Sale De Ferrari 1874 Genova - donazione
Van Dyck, Antoon
dipinto
1626 - 1627 - XVII
PR 50
Unità di misura: cm; Altezza: 125; Larghezza: 100
olio su tela
Cento opere di Van Dyck - Genova - 1955
Il tempo di Rubens. Da Anversa a Genova. Opere del seicento fiammingo. - Genova - 1987
Van Dyck a Genova. Grande pittura e collezionismo. - Genova - 1997
Il dipinto fa parte della quadreria Brignole-Sale da prima del 1684, anno di redazione dell’inventario dei beni di Gio. Francesco I, nel quale è citato come “Ritratto del gioielliere Pucci e suo figlio di Antonio Vandick”. L’autografia vandyckiana è stata in passato messa in dubbio da Barnes (2004), ma è del tutto plausibile che negli ultimi anni del suo soggiorno genovese, periodo in cui venne realizzata la tela in esame, l’artista si avvalse di collaboratori per condurre a termine le numerose committenze. Il soggetto del ritratto corrisponde a quel “Giacomo Puchi” che partecipò alla “callega”, ossia all’asta pubblica dei beni di Costantino Pinelli, deceduto nell’agosto del 1622, comprando alcuni oggetti in oro e in argento, collegabili al suo mestiere di gioielliere. Accanto a lui compare suo figlio, identificabile con Alberto Pucci, nato il 9 luglio del 1623 e battezzato nella basilica di Nostra Signora delle Vigne, il quartiere degli orafi. (Santamaria in Genova 2018, p. 204) Ritratto di Giacomo Pucci seduto, alla sua destra suo figlio Alberto. Il gioielliere indossa una veste scura da cui spuntano colletto e polsi di garza bianca e ha drappeggiato sulle spalle un mantello nero; sul capo porta un cappello a larghe falde. Il bambino porta un abito scuro dal colletto bianco simile a quello del padre, chiuso in vita da una cintura a cui è appeso uno spadino.


