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Il museo di storia naturale è chiuso per attività di manutenzione della struttura e tutela delle collezioni.

 

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Il museo di storia naturale è chiuso per attività di manutenzione della struttura e tutela delle collezioni.

 

Museo di Storia Naturale Giacomo Doria

Nato nel 1867, quello di Storia Naturale è il più antico museo della città e possiede ricchissime collezioni scientifiche formate da 4 milioni e mezzo di reperti ed esemplari provenienti da ogni parte del mondo: animali, fossili, piante e minerali. Quelli esposti sono 6.000, distribuiti in 23 sale, su due piani. 
Le dieci sale del piano terra ospitano l'esposizione di tutti gli ordini dei mammiferi. I due saloni centrali, particolarmente scenografici, sono destinati alla paleontologia e alle mostre temporanee.
Al primo piano si prosegue con sei sale dedicate agli altri vertebrati: uccelli, rettili, anfibi e pesci.
Due sale sono riservate agli insetti e agli altri invertebrati. La sala della cellula ospita la ricostruzione tridimensionale di una cellula ingrandita 100.000 volte. L'ultima sezione del museo è dedicata ai minerali.

Il ricco percorso di visita è a tutti gli effetti un viaggio nella biodiversità del pianeta ed è particolarmente attrattivo per bambini, ragazzi, famiglie e per tutti gli amanti della natura.

Le 10 meraviglie

Visitando il museo ci immergiamo in un mondo straordinario che attraversa il tempo e ci racconta storie e avventure di animali e uomini; un mondo popolato di animali del lontano passato, di esemplari legati ai grandi esploratori dell’Ottocento, di specie estinte in tempi storici per mano dell’uomo, di creature protagoniste di romanzi e film

 

Sant'Agostino. Un tesoro nel cuore della città

Per il Museo di Sant’Agostino si sta avviando una nuova fase, la terza, della sua vita. Inaugurato nel 1939 come Museo di Architettura e Scultura Ligure, pesantemente danneggiato dalla guerra, e riaperto nel 1984 negli spazi progettati da Franco Albini e Franca Helg, il museo necessita ora di importanti interventi.

Questi interventi – il cui progetto è presentato negli spazi della biglietteria – prevedono la completa sostituzione delle grandi vetrate, l’adeguamento strutturale ed impiantistico, la realizzazione di nuovi spazi per l’accoglienza ed un rinnovato ordinamento museale. In questo museo, accessibile ed aggiornato, saranno valorizzate al meglio le migliaia di opere databili dall’Antichità al XIX secolo, che costituiscono il patrimonio di Sant’Agostino e, in un certo senso, l’archivio monumentale della città.

I lavori in programma proseguiranno nei prossimi mesi; tuttavia, a partire dall’anno di Genova Medievale, il complesso di Sant’Agostino ha riaperto offrendo, negli spazi del chiostro triangolare e della chiesa, una selezione delle più significative opere medievali del museo. Nella più grande chiesa gotica conservata della città, vieni quindi offerto un panorama della sfaccettata realtà genovese in età medievale, quando un periferico centro del Nord Italia divenne una delle più grandi potenze del Mediterraneo.

Con l’apertura al pubblico dei depositi del Museo, migliaia di reperti sono resi fruibili grazie a un programma mensile di visite guidate.
All'interno dei depositi sono conservati  i resti di monumenti della città come i frammenti della Chiesa di San Silvestro, quelli della Chiesa di Santa Maria in Passione, il Giano di Gian Giacomo e Guglielmo della Porta, proveniente dal tempietto in piazza Sarzano. E ancora, una buona parte dell’altare maggiore dei Santi Giacomo e Filippo, la Madonnina che arriva dall’edicola sulla casa di Paganini in via Madre di Dio, nonché un cospicuo nucleo di mensoloni che presentano figure mostruose, testimonianza dell’alto livello qualitativo dell’edilizia privata a Genova tra il ‘500 e il ‘600.
 

Mostre ed eventi

02 Dicembre 2024

31 Dicembre 2026

Le 10 meraviglie

Tra le opere del periodo medievale che spiccano maggiormente nel suggestivo percorso che ha trovato spazio tra le arcate gotiche dell’ex chiesa, troviamo i resti del monumento sepolcrale del grande maestro trecentesco Giovanni Pisano,  che l'imperatore Enrico VII volle in memoria della giovane moglie Margherita di Brabante morta e sepolta a Genova;  l’affresco "Cena in casa di Simone" di Manfredino da Pistoia e un fronte d’altare dell’ultimo quarto del secolo XV di Maestro lombardo.

 

 

 

 

Museo d'Arte Orientale E. Chiossone

In pieno centro cittadino, nel parco ottocentesco di Villetta Di Negro che affaccia su una delle più eleganti piazze di Genova, piazza Corvetto, si trova un luogo dedicato all’Estremo Oriente. Rivolto verso il mare, sorge un edificio in perfetto stile razionalista, appositamente progettato da Mario Labò per custodire la collezione donata alla città di Genova da Edoardo Chiossone. Abilissimo incisore genovese, che visse a Tokyo dal 1875 al 1898 e lavorò all'Officina Carte e Valori del Ministero delle Finanze, Chiossone è noto in tutto il mondo per aver progettato le prime banconote e carte valori giapponesi.

Il museo a lui intitolato è il primo dedicato all'arte giapponese ad essere fondato in Italia, nel 1905, e conserva la più grande, preziosa e varia collezione d’arte nipponica in Italia e una delle più importanti in Europa.

Mostre ed eventi

06 Settembre 2025

15 Febbraio 2026

Le 10 meraviglie

Il museo ospita il ricchissimo patrimonio di arte giapponese e cinese raccolto dal genovese Edoardo Chiossone in Giappone alla fine del XIX secolo: grandi sculture buddhiste in legno e bronzo, armi e armature, reperti archeologici e maschere teatrali sono esposte nel percorso museale permanente, assieme a porcellane, lacche e piccoli bronzi, mentre eccezionali dipinti e stampe xilografiche ukiyo-e sono visibili durante le mostre temporanee.

Museo di Archeologia Ligure

Il Museo si trova nello straordinario complesso storico-ambientale dei Parchi e Musei di Pegli, un importante quartiere nel Ponente della città, ed è ospitato all'interno di Villa Durazzo Pallavicini. L'antica dimora nobiliare fu donata al Comune di Genova nel 1928 dagli eredi dei Pallavicini con il vincolo di utilizzarla a scopi culturali.
Così nasce il più importante museo archeologico della Liguria, inaugurato nel 1936.

Agli allestimenti più storici e datati, se ne sono aggiunti altri più recenti per una visita dalla forte valenza didattica.

Con più di 50.000 reperti archeologici provenienti da tutta la Liguria, il museo racconta le vicende, i cambiamenti climatici, ambientali, economici e tecnologici di più di centomila anni, dalla preistoria fino all’età antica.
Il visitatore incontrerà resti e manufatti straordinari e unici, come le sepolture paleolitiche, i ricchi corredi della necropoli di Genova, la celebre "Tavola di Polcevera". Si tratta di testimonianze sopravvissute fino a oggi che compongono l'avvincente storia di un territorio che è da sempre luogo di passaggio e di incontro di popoli, culture e idee tra Europa e Mediterraneo.

 

Le 10 meraviglie

Tra i 50.000 reperti conservati nello storico museo, è possibile selezionare dieci testimonianze delle vicende più significative della storia ligure: dai grandi cambiamenti climatici del paleolitico, alle origini di Genova, fino all’ascesa di Roma Caput Mundi e alla nascita delle prime città romane in Liguria.

La provenienza non solo da scavi archeologici, ma anche da alcune raccolte private, tra le quali spicca quella ottocentesca del Principe Odone di Savoia, consente spunti narrativi anche su questo peculiare capitolo di un collezionismo colto e raffinato.

Musei di Genova

Museo del Tesoro di San Lorenzo

È ospitato in ambienti sotterranei medievali, ossia nella cripta della Cattedrale di San Lorenzo. La rivisitazione degli spazi operata dall’intervento architettonico di Franco Albini nel 1956 rende quello del Tesoro della Cattedrale di Genova un celebre esempio di museografia moderna.
Lo spazio, di grande suggestione, si offre come un vero e proprio scrigno di opere di oreficeria e argenteria di epoca medioevale, rinascimentale e barocca.

Gli oggetti possono essere suddivisi in tre tipologie: le reliquie e i loro contenitori, ovvero i reliquiari; gli oggetti e le opere connessi alla venerazione nei confronti di san Giovanni Battista, proclamato patrono di Genova nel 1327; e gli arredi liturgici realizzati o donati alla cattedrale nel corso dei secoli e funzionali alle più importanti celebrazioni del culto.

Tra i pezzi più celebri vi è il cosiddetto Sacro Catino, avvolto da misteri e leggende: la tradizione lo vuole coincidere con il Santo Graal, il piatto usato da Gesù Cristo durante l'Ultima Cena. Si pensava che il vetro verde fosse in realtà preziosissimo smeraldo!

Le 10 meraviglie

Il Museo del Tesoro della Cattedrale di San Lorenzo contiene un patrimonio di opere numericamente limitato. Eppure, non sono poche quelle veramente eccezionali per rarità e preziosità all'interno di questo ridotto novero.

Tra le opere che meritano speciale menzione vi è innanzi tutto il Sacro Catino, un tempo ritenuto di smeraldo, ancorché si tratti invece di un pur eccezionale vetro mediorientale. Notevole anche la Croce degli Zaccaria, in cui è incastonata una reliquia della vera Croce di Gesù.

Tra le opere collegate al culto del patrono di Genova, san Giovanni Battista, si segnalano il cosiddetto Piatto di san Giovanni Battista e la straordinaria Cassa processionale delle ceneri di san Giovanni Battista.

Tra gli arredi liturgici sono particolarmente importanti l’Arca processionale del Corpus Domini, il grande paliotto detto del Corpus Domini, e la statua dell’Immacolata, opere tutte interamente in argento di dimensione notevole e anche per questo preziosissime.

Museo del Risorgimento

Inaugurato il 5 maggio 1915 in Palazzo Bianco, dal 1934 ha sede nella casa natale di Giuseppe Mazzini. Conserva ed espone un ricco patrimonio storico e artistico attraverso il quale rivivono le figure simbolo del Risorgimento: Giuseppe Mazzini e il movimento repubblicano e democratico; Giuseppe Garibaldi e le Camicie Rosse; Goffredo Mameli e l’Inno d’Italia.

Il percorso espositivo ripercorre le vicende storiche che hanno portato all’Unità d’Italia, dalla rivolta genovese anti austriaca del 1746 all’inaugurazione del Monumento ai Mille di Quarto nel 1915.

Il cospicuo patrimonio storico, artistico e documentario conservato nell’istituto si è venuto formando per donazioni e acquisti già a partire dal XIX secolo. Dipinti, stampe, manifesti, sculture, documenti, fotografie, divise, armi, bandiere e cimeli coprono un arco temporale che travalica la stretta cronologia risorgimentale, e dal XVIII secolo giunge fino al secondo conflitto mondiale e alla Liberazione.

Le 10 meraviglie

Tra le opere più significative dell’Ottocento sono i ritratti di Goffredo Mameli, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, eseguiti rispettivamente da Domenico Induno, Emilie Ashurst, Gacinto Gallino. Celebre anche la tela del pittore olandese Peter Tetar Van Elven con la fedele ricostruzione della partenza dei Mille dallo scoglio di Quarto, a cui si affiancano le opere di Plinio Nomellini realizzate in occasione dell’inaugurazione del Monumento ai Mille (5 maggio 1915) e il bozzetto dello scultore Eugenio Baroni, vincitore del concorso nazionale.

Come oggetti fortemente evocativi si segnalano le Camicie Rosse e la preziosa Bandiera dei mille in seta (1860) nonché la chitarra di Mazzini, sempre con lui nel lungo esilio londinese, suonata ancora oggi in occasione di speciali ricorrenze.

Tra i documenti un posto di rilievo spetta alla prima stesura autografa del Canto degli Italiani di Goffredo Mameli (1847) e all’atto di Resa delle truppe tedesche firmato a Genova il 25 aprile 1945.

Musei di Genova Castello D'Albertis Museo delle Culture del Mondo

Castello D'Albertis Museo delle Culture del Mondo

Questo insolito museo-dimora, ospitato in un castello neogotico, offre la straordinaria opportunità di entrare nella casa del Capitano Enrico Alberto D’Albertis, suo ideatore, che lo ha donato alla città alla sua morte nel 1932. Viaggiando per mare e per terra tra ‘800 e ‘900, egli ha racchiuso il proprio mondo in una cornice romantica, tra “camere delle meraviglie”, suggestioni marinaresche, evocazioni colombiane e trofei coloniali.
Il suo castello, come documentato dai disegni costruttivi, testimonia il fascino di mondi lontani sul suo spirito, impregnato di “genovesità” e amore per il mare e di altrettanta curiosità verso l’ignoto e l’intentato. 

Le collezioni del museo presentate in un susseguirsi di ambienti arredati "in stile" e caratterizzati dal gusto del "revival", sono costituite dal materiale etnografico e archeologico raccolto in cinque continenti dal Capitano, alle quali si aggiungono quelle del cugino Luigi Maria, primo esploratore del fiume Fly in Nuova Guinea (1872-1878).

Con l’ingresso nel bastione cinquecentesco su cui poggia il castello, si apre un nuovo percorso di visita attraverso ulteriori acquisizioni extraeuropee del secolo scorso da parte della città con reperti archeologici precolombiani del Centro e Sudamerica, materiali etnografici provenienti dal Canada donati dalle Missioni Cattoliche Americane dopo l'esposizione alle celebrazioni colombiane del 1892, rivisitati con uno straordinario allestimento d'autore attraverso il dialogo con le popolazioni di provenienza.

 

Mostre ed eventi

Le 10 meraviglie

Il Capitano ha raccolto infinite testimonianze e souvenir delle popolazioni di tutto il mondo: collezioni etnografiche e archeologiche, marinaresche e fotografiche, spolveri delle meridiane. 

L’arredo neogotico, ricco di influssi esotici, specie ispano-moreschi e orientali, culmina nella sala turca dove centinaia tra suppellettili, monili, armi, vasi, divani e lampade occhieggiano sotto il pesante tendaggio del soffitto che simula una tenda, tra narghilè e uova di struzzo.

Alle collezioni oceaniane raccolte dal Capitano in Australia, in Melanesia e negli arcipelaghi polinesiani, si sommano le importanti collezioni archeologiche mesoamericane (Aztechi, Teotihuacan, Costa Rica) e quelle Hopi dell’Arizona, oltre alle armi africane sudanesi e dello Zambesi, le lance cinesi e le alabarde europee che via via decorano lo scalone dal piano terra al secondo piano e che sono fedelmente riproposte nella ricostruzione della dimora storica.

Fra le donazioni alla città, dopo le celebrazioni colombiana del 1892, sono particolarmente importanti i manufatti degli indigeni delle Pianure di Canada e Stati Uniti, il corredo funerario fittile e tessile delle civiltà preispaniche sudamericane, i frammenti maya in tufo vulcanico provenienti dall’acropoli di Copán in Honduras.

Il museo conserva anche i volumi della biblioteca del Capitano, che accoglie anche manoscritti etiopici in lingua Ge’ez e quelli in foglia di palma di Ceylon, frutto di altre acquisizioni.

 

 

 

 

 

 

 

MEI Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana

Il MEI - Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana, ospitato all'interno della medioevale Commenda di San Giovanni di Prè, si sviluppa su 3 piani divisi in 16 aree dove si può possono ripercorrere le molteplici storie delle migrazioni italiane, dall’Unità d’Italia (e ancora prima) alla contemporaneità. Il museo è in  stretta relazione con il Mu.MA - Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni e in particolare con il vicino Galata Museo del Mare, che ospita la sezione sui viaggi transoceanici "Memoria e Migrazioni" e la sezione sull’immigrazione, "Italiano anch’io".

Genova è una città fortemente legata all’emigrazione: da qui sono partiti milioni di italiani diretti verso le  Americhe, l’Africa,  l’Asia e l’Australia. Inoltre, è stata a lungo meta della mobilità interna. 

Le storie di vita dei migranti sono narrate attraverso fonti di prima mano, come i diari, le lettere, le fotografie, video, e  giornali e  documenti d’archivio.

Un museo empatico, multimediale e interattivo, dove “fare esperienza”; l’ultima frontiera dell’innovazione nei musei. Vedere, ascoltare, imparare e mettersi alla prova, negli allestimenti scenografici di uno degli edifici medievali più antichi della città, che in origine dava ospitalità ai pellegrini.

Le 10 meraviglie

 

Scopri il Mu.MA - Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni

 

 

Galata Museo del Mare

Il Galata Museo del Mare fa parte del Mu.MA - Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni insieme al complesso monumentale della Lanterna, al Museo Navale di Pegli e alla Commenda di Pré che ospita il MEI - Museo dell'Emigrazione Italiana.

A pochi passi dall'Acquario di Genova, il Galata nasce alla fine degli anni ’90 del secolo scorso da un coraggioso progetto di riqua­lificazione storica e ambientale dell’area dell’antica Darsena e delle vestigia dell’Arsenale della Repubblica: un contesto tutt'ora visibile che conferisce un gran fascino all'intera area.

Il percorso di visita si snoda tra una parte museale, nell'edificio principale, e una open air dove si trova il parco archeologico-portuale che costituisce il waterfront del museo e dove è ormeggiato il sottomarino Nazario Sauro, unico in Italia visitabile in mare.

Nelle sale interne il visitatore attraversa ambienti dall'allestimento scenografico che creano un contesto suggestivo per apprezzare i preziosi oggetti delle collezioni: dipinti, carte nautiche medievali, atlanti, strumenti di bordo, modelli, eccetera. Essi prendono così vita, invitando il visitatore a compiere un vero e proprio viaggio alla scoperta della storia e dell'immaginario del mare. Non a caso, lo slogan del museo è "Sali a bordo!".

 

Mostre ed eventi

15 Febbraio 2026

22 Febbraio 2026

05 Febbraio 2026

05 Marzo 2026

Le 10 meraviglie

Il Galata Museo del Mare è il più grande e innovativo museo marittimo del Mediterraneo.

Quattro piani espositivi seguono la marineria e la relazione tra Genova e il mare, dal medioevo all’età contemporanea. Oltre ai capolavori Veduta di Genova del Grassi e il ritratto di Colombo, i grandi ambienti dell’arsenale di Genova mostrano le ricostruzioni delle imbarcazioni che hanno segnato la storia: una galea, 42 metri di lunghezza, rappresenta l’Età del remo, un brigantino l’Età della vela e la ricostruzione dei diversi ambienti di un piroscafo l’Età del vapore. Tutti sono visitabili e dotati di interazioni multimediali.

Ma c’è di più, il Galata ospita alcune sezioni tematiche: il padiglione Memoria e migrazioni e Italiano anch’io, percorsi espositivi multimediali e interattivi dedicati alla storia delle migrazioni. Navigare nell’Arte è la sezione dedicata alle arti figurative, la navigazione e la portualità: nelle tele e negli acquarelli della Collezione Clerici, permanentemente esposta nel museo, sono presenti le opere di autori del XIX e XX secolo.

Termina il percorso la mostra permanente sull’Andrea Doria, la nave più bella del mondo, testimonianza di Genova per la sua nave più famosa e sfortunata.

Immancabile è la visita al Nazario Sauro, un sommergibile-museo, visitabile nella darsena antistante il Galata, dove è possibile “immergersi” nell’affascinante ambiente dei sottomarini.

Raccolte Frugone

Le Raccolte Frugone fanno parte del polo dei Musei di Nervi insieme alla GAM Galleria d'Arte Moderna, al Museo Giannettino Luxoro e alla Wolfsoniana.

La Villa Grimaldi Fassio, come quella più imponente dei Saluzzo Serra, ora sede della Gam, è immersa nello splendido contesto dei parchi. Ad essa il Comune di Genova ha destinato le collezioni dei due fratelli imprenditori Lazzaro e Luigi Frugone donate alla città rispettivamente nel 1935 e nel 1953. La sede si presta perfettamente ad accogliere le tele, i marmi e i bronzi collezionati dai Frugone che testimoniano la frizzante atmosfera nazionale e internazionale Belle Époque tra fine '800 e inizio '900, con ben tre straordinarie opere di Giovanni Boldini, tra cui il celebre e magnetico ritratto di Miss Bell, che da solo giustificherebbe la visita al museo.

Mostre ed eventi

08 Dicembre 2025

08 Febbraio 2026

11 Febbraio 2026

11 Febbraio 2026

Le 10 meraviglie

Non mancano nelle raccolte di questi raffinati collezionisti gli aggiornamenti sul Simbolismo e sulla pittura dal vero e la rappresentazione del paesaggio immerso nella luce, con alcune importanti opere dei Macchiaioli Silvestro Lega, Telemaco Signorini e Giovanni Fattori.

Tra gli artisti stranieri documentati, ci sono alcuni dei protagonisti significativi del post-impressionismo internazionale tra cui il grande pittore spagnolo Joaquín Sorolla y Bastida.

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